mercoledì, Dicembre 10, 2025

In dieci anni 776 neomamme hanno perso la vita: il suicidio è la causa principale

Nonostante il numero assoluto non sia elevatissimo, sono ancora troppe le donne che muoiono dalla gravidanza fino all’anno successivo al parto. Tra il 2011 e il 2021 si contano 776 decessi materni, e ciò che preoccupa è che il 42% di queste morti sarebbe potenzialmente prevenibile.

Suicidio la prima causa

La prima causa è il suicidio, responsabile del 16,1% dei decessi materni nel periodo analizzato — circa una morte su sei. Se si osservano soltanto i decessi che avvengono tra il 43° e il 365° giorno dopo la fine della gravidanza, la percentuale sale quasi al 30%.

Questi dati provengono dalla sorveglianza ItOSS, coordinata dal Reparto Salute della Donna e dell’Età Evolutiva del Cnapps dell’Istituto Superiore di Sanità, e presentati oggi in un convegno all’Iss. Tra le altre cause frequenti figurano le patologie cardiovascolari e le emorragie ostetriche.

Le parole della direttrice del reparto Salute della Donna

“L’Italia – sottolinea Serena Donati, direttrice del reparto – è uno degli otto Paesi europei dotati di un sistema avanzato di monitoraggio ostetrico, che consente di studiare nel dettaglio eventi tanto tragici quanto inaspettati, come i decessi che colpiscono le donne durante la gravidanza, il parto o il puerperio”. Quest’ultimo è il periodo, lungo circa 6-8 settimane dopo la nascita, in cui l’organismo femminile affronta profondi cambiamenti fisici ed emotivi per ritrovare l’equilibrio precedente alla gravidanza. L’obiettivo della sorveglianza, spiega Donati, è “ridurre le morti materne evitabili e migliorare la qualità dell’assistenza”.

ItOSS opera in collaborazione con tutte le Regioni, tranne il Molise, e coordina una rete di referenti clinici presenti in ogni ospedale dove può verificarsi un decesso materno: dai punti nascita alle terapie intensive, fino alle stroke unit e alle unità coronariche. Ogni morte viene segnalata e sottoposta a un’analisi approfondita tramite audit ospedalieri e indagini confidenziali sia regionali che nazionali.

Proprio grazie a questo sistema è stato possibile individuare il suicidio come principale causa delle morti materne tardive nel nostro Paese. Se tra il 2006 e il 2012 rappresentava il 12% dei decessi avvenuti dalla gravidanza all’anno successivo, nel decennio 2011-2021 la quota è salita al 16,1%. Limitando l’analisi ai decessi tardivi, quindi tra 43 e 365 giorni dopo la fine della gravidanza, il suicidio arriva a rappresentare il 28,7% delle morti materne.

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