lunedì, Gennaio 19, 2026

La nuova frontiera per perdere peso è l’endoscopia che spegne l’ormone della fame

L’alternativa all’operazione per dimagrire – Qui Salute Magazine

Una vera rivoluzione nel campo della lotta all’obesità arriva dall’endoscopia: si tratta della gastroplastica verticale endoscopica, conosciuta anche come Endosleeve. Questa procedura minimamente invasiva consente di ridurre il volume dello stomaco senza ricorrere alla chirurgia tradizionale, e può portare a una perdita di peso pari al 14-20% del peso corporeo iniziale.

GMA: tecnica innovativa assieme all’endoscopia

Negli ultimi anni, per aumentare ulteriormente l’efficacia del trattamento, si è iniziato ad associare all’Endosleeve un’altra tecnica innovativa: la Gastric Mucosal Ablation (GMA). Si tratta dell’ablazione termica della mucosa nella zona del fondo gastrico, dove si trovano molte delle cellule che producono la ghrelina, noto come “ormone della fame”. Eliminando parte di queste cellule, il senso di fame si riduce sensibilmente.

Una sonda laser impiegata presso il Policlinico Gemelli di Roma

Un traguardo importante in questo ambito è stato raggiunto pochi giorni fa presso il Policlinico Gemelli di Roma, dove è stata impiegata per la prima volta al mondo una nuova sonda laser di ultima generazione, capace di trattare una superficie più ampia della mucosa gastrica in tempi più rapidi. Questo strumento ha reso possibile un intervento ancora più efficace su una paziente di 40 anni con un indice di massa corporea (BMI) pari a 38.

Obesità come emergenza sanitaria mondiale

L’obesità è ormai una delle emergenze sanitarie mondiali. Secondo la World Obesity Federation, entro il 2035 oltre il 50% della popolazione globale sarà in sovrappeso o obesa. È dunque essenziale agire sia sul fronte della prevenzione, sia offrendo soluzioni efficaci a chi è già colpito dal problema. Oltre alla chirurgia bariatrica e ai trattamenti farmacologici (come gli analoghi del GLP-1 e del GLP-1/GIP), oggi si sta affermando una “terza via”: quella dell’endoscopia bariatrica, che unisce efficacia e minore invasività.

Il professor Cristiano Spada, direttore dell’Unità di Endoscopia Digestiva Chirurgica del Gemelli, sottolinea che la valutazione dell’idoneità viene fatta dal team multidisciplinare del “Percorso Obesità”, per garantire un approccio personalizzato.

La procedura, della durata di circa 30 minuti, si effettua in anestesia generale o sedazione profonda. Con l’endoscopio si restringe una parte dello stomaco (antro e corpo), lasciando intatto il fondo gastrico, importante per la percezione della sazietà. Quando a questa tecnica si aggiunge la GMA per “disattivare” le cellule che producono ghrelina, la perdita di peso può salire fino al 28% in un anno e al 32% in 18 mesi, come dimostrano i primi risultati di uno studio in corso al Gemelli.

Grazie all’unione di queste due procedure, i pazienti possono ottenere risultati comparabili a quelli della chirurgia bariatrica, ma con una tecnica meno invasiva, più sicura e con tempi di recupero decisamente più brevi. Una vera svolta nel trattamento dell’obesità, con importanti ricadute sia per la salute dei pazienti sia per la sostenibilità del sistema sanitario.

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