Le allergie alimentari stanno colpendo sempre più bambini e diventando una delle principali preoccupazioni per genitori, pediatri e insegnanti. Secondo i dati forniti dalla SIAIP (Società Italiana di Allergologia e Immunologia Pediatrica), in Italia quasi il 40% dei bambini e ragazzi al di sotto dei 14 anni soffre di un qualche tipo di allergia e, quelle di tipo alimentare, rientrano tra le principali per diffusione. In questo articolo proveremo a fare chiarezza su un tema tanto delicato quanto importante, offrendo informazioni aggiornate, consigli pratici e strategie per affrontare al meglio la situazione.
Allergia alimentare: di che cosa si tratta?
L’allergia alimentare indica una condizione in cui vi è una risposta anomala del sistema immunitario nei confronti di una sostanza contenuta nel cibo ingerito, considerata dannosa, quando, in realtà, essa è innocua per la maggior parte delle persone. Vi sono alcuni alimenti che, più di altri, sono responsabili delle allergie alimentari: latte vaccino, uova, arachidi, frutta a guscio (nocciole, noci, mandorle), pesce e crostacei, grano e soia.
Allergia e intolleranza: c’è differenza
Spesso viene fatta confusione tra allergia e intolleranza, quindi è bene fare chiarezza. La principale differenza tra i due tipi di disturbi sta nell’apparato coinvolto: se, per quanto riguarda un’allergia, ad essere colpito è il sistema immunitario, per un’intolleranza è l’apparato digerente ad essere interessato. Tra le due varia anche il momento della comparsa dei sintomi: per un’allergia ciò avviene dopo pochi minuti, al massimo ore, invece, per quanto riguarda le intolleranze, questo processo può impiegare diverse ore o anche giorni.
I sintomi che possono suggerire un’allergia alimentare
Sono diversi i sintomi che possono suggerire la presenza di una qualche forma allergica alimentare. Questi possono essere cutanei, gastrointestinali, respiratori o sistemici e comprendono: rossore o gonfiore attorno alla bocca, orticaria o prurito diffuso, nausea, vomito, diarrea o dolori addominali. La forma di manifestazione più grave, invece, è invece l’anafilassi che, se non trattata tempestivamente, può anche essere fatale.
Quali sono le motivazioni dell’aumento delle allergie alimentari
Nonostante le motivazioni dell’aumento delle allergie alimentari non siano del tutto chiare e definite, gli esperti hanno comunque provato a rintracciare alcune delle possibili cause. La principale tra queste è la predisposizione genetica: se uno o entrambi i genitori soffrono già di forme allergiche, il rischio per il bambino aumenta in modo significativo. Altri motivi possono essere rintracciati nei fattori ambientali, igienici o nell’introduzione ritardata degli alimenti allergenici.
Le allergie alimentari si possono affrontare
Le allergie alimentari nei bambini rappresentano una sfida crescente, ma affrontabile. Con una diagnosi tempestiva, una corretta gestione e il supporto dei professionisti, è possibile garantire ai piccoli allergici una vita serena, sicura e piena di opportunità. L’informazione e la prevenzione restano le armi più efficaci nelle mani dei genitori.

