Medicina estetica, Italia quarta al mondo: boom di filler e botulino, ma cresce la sfida della sicurezza

Con 1,37 milioni di procedure registrate nel 2024, il nostro Paese è tra i principali mercati globali dell’estetica. A trainare sono soprattutto i trattamenti non chirurgici: filler e tossina botulinica rappresentano la parte più consistente della domanda. Ma la diffusione dei ritocchi apre nuove questioni, dalla sicurezza dei trattamenti alla pressione dei modelli estetici sui più giovani.

Medicina estetica, Italia ai vertici mondiali: oltre 1,3 milioni di procedure

L’Italia è uno dei Paesi in cui si ricorre maggiormente alla medicina e alla chirurgia estetica. Nel 2024 sono state registrate 1.371.220 procedure, un dato che colloca il nostro Paese al quarto posto nel mondo, dopo Stati Uniti, Brasile e Giappone, e al primo posto in Europa. La fotografia arriva dalla Global Survey dell’International Society of Aesthetic Plastic Surgery (ISAPS), che raccoglie e analizza i dati sulle procedure estetiche eseguite dai chirurghi plastici.

Il dato più significativo riguarda la composizione della domanda: 891.172 procedure sono state non chirurgiche, contro 480.047 interventi chirurgici. In altre parole, quasi due trattamenti su tre non prevedono il ricorso al bisturi. È il segnale di una trasformazione del settore: una parte crescente delle persone sceglie procedure ambulatoriali, con tempi di recupero generalmente più brevi rispetto a un intervento chirurgico e risultati che, a seconda della tecnica, possono essere temporanei.

Il quarto posto italiano si riferisce alla rilevazione 2024: non va confuso con le classifiche basate su annualità successive. L’ISAPS ha infatti pubblicato a settembre 2026 i risultati relativi al 2025, che fotografano un nuovo scenario internazionale. Il rapporto più recente stima oltre 35 milioni di procedure nel mondo, di cui circa 17,9 milioni chirurgiche e 17,3 milioni non chirurgiche. Le graduatorie e i volumi possono cambiare da un’edizione all’altra anche in funzione del campione e delle stime utilizzate.

Filler e botulino: quali sono i trattamenti estetici più richiesti

A trainare la medicina estetica italiana sono soprattutto i trattamenti iniettabili. Nel 2024, secondo i dati ISAPS, le procedure con acido ialuronico sono state 430.598, mentre quelle con tossina botulinica hanno raggiunto quota 316.385. Insieme rappresentano oltre l’80% delle procedure non chirurgiche censite nel nostro Paese.

Il filler a base di acido ialuronico viene utilizzato per ripristinare o aumentare i volumi, correggere alcune asimmetrie e attenuare determinate rughe. La tossina botulinica, invece, agisce temporaneamente sulla contrazione dei muscoli responsabili delle rughe di espressione. Sono trattamenti differenti per indicazioni, modalità di esecuzione e risultati: non sono intercambiabili e richiedono una valutazione individuale.

A livello globale, la tossina botulinica resta la procedura non chirurgica più praticata. Nel rapporto ISAPS 2025 sono stati censiti circa 7,3 milioni di trattamenti eseguiti dai chirurghi plastici, seguiti dai filler a base di acido ialuronico, con circa 4,7 milioni. Il quadro conferma il peso degli iniettabili nel mercato internazionale, anche se l’ultima rilevazione segnala una diminuzione delle procedure non chirurgiche rispetto al 2024. La crescita del settore, quindi, non può essere descritta come un aumento uniforme di tutti i trattamenti.

Oltre 7 milioni di italiani hanno fatto ricorso alla medicina estetica

La diffusione dei trattamenti emerge anche da un’indagine realizzata nel 2024 da mUp Research e Bilendi per Facile.it: circa 7,3 milioni di italiani, pari al 17,6% della popolazione adulta, hanno dichiarato di essersi sottoposti ad almeno una procedura di medicina o chirurgia estetica nei due anni precedenti.

Un dato che racconta quanto queste pratiche siano entrate nelle abitudini di una parte della popolazione. La domanda non riguarda più soltanto gli interventi chirurgici importanti, ma comprende trattamenti ambulatoriali che vengono percepiti come meno impegnativi e più facilmente accessibili. La possibilità di tornare rapidamente alle attività quotidiane, tuttavia, non significa che siano privi di rischi o che possano essere considerati semplici prestazioni di bellezza.

Anche il profilo di chi si rivolge alla medicina estetica sta cambiando. Il settore continua a essere frequentato prevalentemente da donne, ma cresce l’interesse maschile. L’età, inoltre, non rappresenta più un confine netto: accanto agli adulti che scelgono trattamenti per attenuare i segni dell’invecchiamento, si affacciano persone più giovani, spesso interessate a modificare caratteristiche del volto o a prevenire la comparsa delle rughe.

A incidere sulle scelte contribuiscono anche i social network e la diffusione di immagini filtrate, standard estetici difficilmente raggiungibili e contenuti che mostrano procedure e risultati senza sempre illustrarne limiti e possibili complicanze. Il rischio è che un trattamento medico venga percepito come un intervento di routine, da scegliere sulla base di una tendenza o di un’immagine online, anziché dopo una valutazione clinica.

Trattamenti non chirurgici: meno invasivi non significa senza rischi

La crescita della medicina estetica rende sempre più importante distinguere tra accessibilità e sicurezza. Filler e tossina botulinica sono procedure mediche: anche quando vengono eseguite in ambulatorio e non richiedono un intervento chirurgico, possono provocare effetti indesiderati e complicanze.

Nel caso dei filler, tra gli eventi avversi possibili figurano gonfiore, dolore, infezioni e noduli. Più raramente, l’iniezione accidentale del prodotto in un vaso sanguigno può provocare un’occlusione vascolare, con conseguenze gravi come necrosi cutanea e, in casi eccezionali, danni alla vista. La tossina botulinica può causare, tra gli altri effetti, asimmetrie, debolezza muscolare localizzata e abbassamento temporaneo della palpebra. La probabilità e la gravità delle complicanze dipendono anche dal prodotto, dalla zona trattata, dalla tecnica e dalle condizioni della persona.

Per questo è fondamentale rivolgersi a un medico con formazione ed esperienza specifiche, in una struttura idonea e con prodotti autorizzati e tracciabili. Prima di procedere occorre un colloquio che chiarisca indicazioni, controindicazioni, risultati realistici e possibili effetti collaterali. Diffidare di offerte a prezzi insolitamente bassi, trattamenti improvvisati o procedure proposte da personale non abilitato è una precauzione essenziale.

La valutazione deve riguardare anche le aspettative: non tutte le richieste sono appropriate e non sempre intervenire è la scelta migliore. Un professionista qualificato deve saper spiegare quando un trattamento può essere utile, ma anche quando è opportuno rinunciarvi.

Articoli correlati

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Ultimi articoli