Il Centro nazionale sangue rafforza l’appello ai donatori e alle associazioni di volontari. La situazione è più grave in Lazio, Campania e Sicilia. E avverte: “Dalle liste d’attesa all’attività chirurgica, senza sangue non si opera”. A Roma, Adnkronos e Avis promuovono una raccolta il 10 settembre a Trastevere.
È allarme per una carenza diffusa di sangue su tutto il territorio nazionale. La situazione di scarsità in tutte le regioni impedisce il trasferimento di materiale trasfusionale verso i sistemi sanitari che ne hanno maggiore necessità, in particolare le regioni meridionali di Lazio, Campania e Sicilia.
Il Centro nazionale sangue ha chiesto alle associazioni dei donatori di volontariato uno sforzo teso a incrementare le sessioni di donazione. Queste ultime si sono già attivate: la Fidas (Federazione Italiana Associazioni Donatori di Sangue) ha fatto sapere di aver potenziato la chiamata attiva ai donatori registrati. Il Presidente di Fidas, Giovanni Musso, ha inoltre invitato tutti i donatori periodici e chiunque desideri avvicinarsi per la prima volta alla donazione di sangue e plasma a contattare la propria associazione di riferimento – o il Servizio trasfusionale locale – per prenotare la donazione.
Il messaggio di Fidas
“È un momento nel quale la nostra rete è chiamata, ancora una volta, a dimostrare la propria capacità di presenza e di risposta – ha scritto Musso, – Chiedo a tutte le strutture associate di intensificare sin da subito, in stretto raccordo con i Servizi trasfusionali e le strutture sanitarie di riferimento, la chiamata dei donatori e ogni iniziativa utile a sostenere la raccolta, con particolare attenzione ai donatori di gruppo 0 positivo“
Appello dalle istituzioni sanitarie romane
Negli ospedali romani, la situazione è particolarmente critica. L’agenzia stampa Adnkronos riporta carenze gravi nei più importanti centri clinici della Capitale, inclusi i portanti Policlinico Gemelli e l’ospedale Umberto I, oltre alla Croce Rossa di Roma – che riporta in un comunicato social: “Siamo in emergenza sangue come ogni anno, la temuta carenza di sangue negli ospedali durante il periodo estivo si sta verificando. Questo potrebbe comportare il rinvio di interventi chirurgici programmati e mettere a rischio le trasfusioni urgenti”. E dal Policlinico Umberto I rimarcano: “Con le partenze e il caldo le donazioni diminuiscono, ma interventi, terapie ed emergenze continuano tutto l’anno”.
L’iniziativa di Adnkronos e Avis a Roma
Per cercare di arginare la carenza e convogliare il maggior numero possibile di donazioni, Adnkronos ha deciso di scendere in campo con una giornata – organizzata in collaborazione con l’Avis Roma – in cui i romani potranno donare il sangue. L’evento è in programma giovedì 10 settembre dalle ore 8.30 in Piazza Mastai, nel cuore di Trastevere.
Per il presidente della sezione romana di Avis Daniele Fortuna, “Questa estate c’è stata una anomala, forse per il grande caldo, e forte carenza di sangue a Roma. In un periodo estivo, già fragile per le donazioni, si rischia di perdere l’autonomia sulle sacche di sangue. Quindi il contributo al ripristino delle scorte che l’Adnkronos promuove con la giornata straordinaria di raccolta del 10 settembre ci aiuterà”
“Senza sangue non si opera”
In una intervista rilasciata all’agenzia stampa, Luciana Teofili – direttrice del CNS Centro nazionale sangue – espone il problema della continuità nell’approvvigionamento di sangue e plasma in un sistema basato sulla donazione volontaria e non retribuita. “In linea di massima ad agosto abbiamo avuto qualche carenza che siamo riusciti comunque a compensare tra Regioni. Dobbiamo però vedere effettivamente i dati finali per poter dire che siamo riusciti a garantire tutto quello che era richiesto. Ci sono state diverse regioni che hanno chiesto aiuto e altre che hanno dato disponibilità a compensare. Quindi la compensazione ha funzionato, mi sentirei di dire all’80%, e vediamo se diventerà il 100%”.
E continua: “Deve arrivare un messaggio: dalle liste d’attesa all’attività chirurgica, senza sangue non si opera. Dovremmo impegnarci, prendere sempre più consapevolezza e capire tra l’altro che se non supportiamo il Servizio sanitario nazionale e – ovviamente la raccolta associativa – in questi aspetti, si produce anche tutto un rallentamento che si ripercuote su tanti settori”.

