Non solo nei: cosa controlla il Dermatologo? Cheratosi, Epiteliomi e l’importanza dell’epiluminescenza – Dott. Zamboni

Quando si prenota un controllo dermatologico, l’espressione più comune è “mappatura dei nei”. Nella mente del paziente, l’unico grande nemico da monitorare è il melanoma. La realtà clinica, tuttavia, è molto più complessa: lo screening oncologico della pelle deve identificare un intero spettro di lesioni – dalle cheratosi attiniche agli epiteliomi – che sono numericamente molto più frequenti del melanoma e altrettanto insidiose se trascurate, come spiega il Dottor Riziero Zamboni, Dermatologo.

Il pubblico teme il melanoma, ma i tumori cutanei più diffusi sono gli epiteliomi (basaliomi e spinaliomi). Come si presentano e perché i pazienti spesso li scambiano per semplici lesioni di poco conto?

“I carcinomi basocellulari e spinocellulari sono in assoluto i tumori più frequenti nell’essere umano. Il problema è che non hanno l’aspetto ‘minaccioso’ di un neo nero e irregolare. Un basalioma può esordire come una piccola lesione rosea, una sorta di nodulino dall’aspetto perlaceo, oppure come una piaghetta che fa la crosta, sembra guarire e poi torna a sanguinare dopo qualche settimana”.

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Dott. Riziero Zamboni

Si sente anche parlare di “cheratosi attiniche”. Cosa sono e perché non vanno mai sottovalutate?

“Le cheratosi attiniche sono lesioni precancerose a tutti gli effetti, provocate dal danno solare accumulato negli anni. Si presentano come macchioline rosa o rossastre, ruvide al tatto. Compaiono tipicamente sulle aree più esposte: il viso, le orecchie e, negli uomini, sul cuoio capelluto calvo. Non vanno sottovalutate perché, se lasciate a se stesse, una percentuale di queste lesioni può evolvere in carcinoma spinocellulare, un tumore infiltrante e decisamente più aggressivo. Intercettarle e trattarle precocemente significa azzerare il rischio sul nascere”.

In questo scenario l’epiluminescenza digitale fa la differenza. Come vi aiuta a distinguere un epitelioma da una lesione benigna che a occhio nudo sembra identica?

“L’occhio umano si ferma alla superficie. L’epiluminescenza digitale (o dermatoscopia) ci permette di guardare dentro la lesione. Sfruttando l’illuminazione polarizzata e ingrandimenti ad altissima risoluzione, possiamo visualizzare l’architettura vascolare profonda della cute. Un epitelioma basocellulare, ad esempio, mostra al dermatoscopio dei vasi sanguigni caratteristici, detti “a tronco d’albero”, e delle strutture pigmentate a “ruota di carro” assolutamente invisibili a occhio nudo. Questa tecnologia ci dà una certezza diagnostica elevatissima, permettendoci di evitare biopsie inutili su lesioni benigne (come le cheratosi seborroiche) o, al contrario, di programmare immediatamente l’intervento chirurgico per un tumore maligno”.

Queste lesioni colpiscono quasi sempre il volto. Quanto conta la diagnosi precoce?

“Conta moltissimo, ed è il motivo per cui insisto sulla prevenzione. Gli epiteliomi non tendono quasi mai a dare metastasi a distanza (soprattutto il basalioma), ma hanno un’aggressività locale devastante: continuano a crescere distruggendo i tessuti circostanti. Se interveniamo su un basalioma di 3 millimetri sul naso o sulla palpebra, l’asportazione è microchirurgica e l’esito cicatriziale è praticamente invisibile. La tempestività cambia radicalmente la qualità della vita del paziente”.

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