Un intervento chirurgico altamente complesso ha permesso di salvare la vita a un uomo di 65 anni colpito da un tumore della pelle che aveva ormai invaso il cranio e la meninge, la membrana che protegge il cervello. L’operazione, eseguita all’ospedale San Martino, è durata oltre sette ore e ha consentito di ricostruire, nella stessa seduta, cuoio capelluto, teca cranica e meninge.
Il paziente è affetto dalla sindrome di Gorlin-Goltz, una rara malattia genetica che favorisce la comparsa di numerosi tumori cutanei. In questo caso, una delle lesioni aveva raggiunto uno stadio molto avanzato, infiltrando anche l’osso del cranio e le strutture protettive del cervello.
Un intervento su misura
Per affrontare un quadro così delicato hanno lavorato insieme la Clinica Neurochirurgica e Neurotraumatologica e la Clinica di Chirurgia Plastica e Ricostruttiva del Policlinico. Dopo l’asportazione del tumore e dei tessuti coinvolti, i chirurghi hanno ricostruito il cranio con una placca di titanio realizzata su misura e l’hanno inserita tra tessuti vascolarizzati dello stesso paziente, favorendo così la guarigione e riducendo il rischio di infezioni.
L’intervento è stato coordinato dalla dottoressa Concetta Viola per la Neurochirurgia e dal dottor Andrea Antonini per la Chirurgia Plastica, con la collaborazione dei dottori Marco Paternostro e Simone Luoni.
Recupero rapido e nuove prospettive
Nonostante la complessità dell’operazione, il decorso è stato sorprendentemente veloce: il paziente è stato dimesso dopo sei giorni e ha ripreso il lavoro nell’arco di due settimane.
Secondo gli specialisti, la tecnica utilizzata rappresenta un’evoluzione della microchirurgia ricostruttiva perché consente di ricostruire strutture anatomiche differenti mantenendo la continuità dei tessuti vascolarizzati. Un approccio che potrebbe aprire nuove prospettive nella chirurgia oncologica ricostruttiva, permettendo di trattare tumori molto avanzati con un unico intervento e riducendo il rischio di complicanze.

