Le raccomandazioni delle autorità dopo il maxi rogo
Massima attenzione per i residenti della zona Bovisa e dei quartieri circostanti dopo il violento incendio che ha colpito il deposito Brt di Milano. In seguito al rogo, Arpa Lombardia e Ats hanno diffuso una serie di indicazioni precauzionali rivolte ai cittadini che vivono entro un raggio di circa due chilometri da via Don Giovanni Minzoni 10, dove si è sviluppato l’incendio.
Le misure resteranno valide per tutta la giornata di oggi e sono state adottate sulla base delle prime verifiche effettuate dai tecnici di Arpa sulla qualità dell’aria durante e dopo le operazioni di spegnimento. Il Comune di Milano ha invitato la popolazione a seguire con attenzione tutte le indicazioni diffuse dalle autorità sanitarie.
Finestre chiuse e bambini lontani dalle aree esterne
Per limitare l’esposizione ai fumi e alle polveri prodotte dalla combustione, le autorità raccomandano di tenere chiuse le finestre delle abitazioni e dei veicoli situati nelle aree vicine all’incendio. È inoltre consigliato evitare di sostare a lungo all’aperto nelle zone interessate dal passaggio della nube.
Particolare attenzione è rivolta ai più piccoli: viene infatti raccomandato di non far giocare i bambini all’esterno nelle vicinanze del deposito. Allo stesso modo, è stato disposto di non consumare frutta e verdura raccolte negli orti o nei giardini privati dell’area interessata, in attesa di ulteriori accertamenti ambientali.
Monitoraggi in corso: ecco i quartieri coinvolti
Nelle prossime ore Arpa e Ats continueranno a monitorare la situazione con campionatori ad alto volume, che serviranno a verificare l’eventuale presenza di sostanze inquinanti sia nell’aria sia sul suolo. I risultati delle analisi determineranno l’eventuale aggiornamento delle misure precauzionali.
L’area interessata dalle raccomandazioni comprende tutti i quartieri situati entro un raggio di circa due chilometri dal luogo del rogo. Tra questi figurano, totalmente o in parte, Bovisa, Bovisasca, Affori, Dergano, Comasina, Bruzzano, Niguarda, Pratocentenaro, Montalbino, Isola, Ghisolfa, Villapizzone e Quarto Oggiaro.
Cosa ha alimentato il maxi incendio
Secondo quanto spiegato dal comandante dei Vigili del Fuoco di Milano, Mauro Caciolai, gran parte del fumo è stata provocata dall’incendio di una quindicina di container collocati sulle baie di carico del deposito. Circa cinquanta erano presenti nell’area, ma due terzi sono stati rimossi prima che venissero raggiunti dalle fiamme anche grazie alla collaborazione del personale dell’azienda.
I container erano rivestiti in poliuretano, un materiale sintetico largamente utilizzato nell’industria. Quando prende fuoco sviluppa rapidamente un denso fumo nero e, durante la combustione, può rilasciare sostanze potenzialmente tossiche. Proprio per questo le autorità hanno deciso di adottare misure di massima prudenza in attesa dell’esito definitivo dei controlli ambientali.
Photo Credit: Vigili del Fuoco

