La leggenda continua a vivere, ma il suo simbolo più iconico si è fermato. Il Major Oak, la celebre quercia della foresta di Sherwood associata alla figura di Robin Hood, non ha prodotto nuove foglie questa primavera. Dopo oltre un millennio di vita, quello che viene considerato uno degli alberi più famosi al mondo è entrato nella fase finale del suo ciclo biologico.
Situato nel cuore del Nottinghamshire, il gigantesco albero era diventato negli anni una vera e propria attrazione internazionale, capace di richiamare circa 350mila visitatori ogni anno. Secondo la tradizione popolare, proprio tra i suoi rami e all’interno del suo enorme tronco avrebbe trovato rifugio Robin Hood insieme alla sua banda.
Il cambiamento climatico tra le principali cause
Gli esperti indicano come principale responsabile del declino una combinazione di fattori ambientali che negli ultimi anni ha messo a dura prova la salute della quercia. Le estati sempre più calde e siccitose hanno progressivamente indebolito l’apparato radicale, già compromesso dall’età avanzata dell’albero.
Particolarmente pesante sarebbe stato l’impatto dell’estate del 2022, quando il Regno Unito registrò temperature record superiori ai 40 gradi in diverse aree del Paese. Un evento estremo che avrebbe accelerato in maniera decisiva il deterioramento del Major Oak.
Anche il turismo ha avuto un peso
Se per secoli il grande albero ha rappresentato un simbolo della natura britannica, negli ultimi decenni la sua enorme popolarità si è trasformata in un problema. Il continuo passaggio di milioni di visitatori ha infatti contribuito alla compattazione del terreno attorno al tronco, riducendo la capacità del suolo di trattenere acqua e nutrienti essenziali per le radici.
A questo si sono aggiunti gli effetti delle attività umane sul territorio circostante, comprese le modifiche alla falda acquifera causate negli anni dalle operazioni minerarie sotterranee.
Nemmeno alcuni interventi di conservazione effettuati nel corso del Novecento hanno prodotto i risultati sperati. Strutture metalliche, catene e sostegni artificiali installati per preservare l’albero potrebbero averne limitato i naturali meccanismi di adattamento, costringendolo a mantenere rami che, in condizioni normali, avrebbe progressivamente abbandonato per concentrare le proprie energie sulla sopravvivenza.
Un simbolo della crisi ambientale
La storia del Major Oak rappresenta oggi un esempio concreto di come cambiamento climatico e pressione antropica possano agire insieme anche su ecosistemi che sembravano destinati a durare per sempre.
Da una parte, l’aumento delle temperature e la diminuzione delle precipitazioni hanno alterato profondamente l’equilibrio ambientale della foresta di Sherwood. Dall’altra, il turismo di massa ha contribuito nel tempo a indebolire il terreno e l’apparato radicale della quercia, rendendola più vulnerabile agli eventi climatici estremi.
Il risultato è la scomparsa biologica di un monumento naturale che ha attraversato più di mille anni di storia, sopravvivendo a guerre, rivoluzioni e cambiamenti sociali, ma non alle trasformazioni ambientali degli ultimi decenni.
La sua eredità continuerà a vivere
Nonostante non sia più in grado di germogliare, il Major Oak non verrà abbattuto. Il suo legno continuerà infatti a svolgere un ruolo fondamentale per l’ecosistema della foresta, offrendo habitat e nutrimento a numerose specie di insetti, funghi e piccoli animali.
La sua morte riporta inoltre l’attenzione sulla tutela degli alberi monumentali britannici, un patrimonio naturale spesso poco protetto nonostante il suo enorme valore storico e ambientale.
La quercia di Robin Hood non tornerà più a vestirsi di verde, ma continuerà a dominare il paesaggio di Sherwood come testimone silenziosa di una storia che attraversa i secoli. Un simbolo che, anche senza foglie, continuerà a raccontare la leggenda.
Credit Photo: Nilfanion

