Una richiesta di approfondimento e confronto che arriva direttamente dai territori e che ha trovato ascolto da parte della Regione. È questo il risultato emerso dalla Conferenza dei sindaci sul nuovo Piano socio-sanitario integrato della Liguria, al centro di un acceso dibattito che ha portato 56 primi cittadini liguri a chiedere uno stop temporaneo all’iter della riforma.
Sanità ligure, la preoccupazione dei sindaci
A dare voce alle preoccupazioni dei comuni è stata una lettera sottoscritta da decine di sindaci e letta in aula dal sindaco di Fontanigorda, Bruno Franceschi. Nel documento si evidenzia il timore che le modifiche prospettate possano determinare un progressivo allontanamento dei centri decisionali dai territori, soprattutto per quanto riguarda i comuni più piccoli, con il rischio di aumentare i costi e ridurre la capacità di controllo e di risposta alle esigenze locali.
Tra i firmatari figurano amministratori appartenenti a diversi schieramenti politici, a conferma di una posizione trasversale che punta a riportare il confronto sul terreno delle esigenze concrete dei cittadini. Un aspetto sottolineato anche dal presidente regionale di Anci Liguria e sindaco della Spezia, Pierluigi Peracchini.
«L’assessore regionale e il direttore regionale della sanità ci hanno illustrato la bozza del piano socio-sanitario integrato», ha spiegato Peracchini. «I sindaci hanno chiesto una riflessione, soprattutto sul numero dei distretti che dovranno essere definiti in Liguria, e questa richiesta è stata accolta dall’assessore».
Metodo democratico e dialogo: per Peracchini una buona soluzione
Per il primo cittadino spezzino, il confronto istituzionale rappresenta il metodo corretto per affrontare una riforma così delicata. «Mi sembra un buon metodo democratico dialogare per costruire la migliore riforma possibile nell’interesse dei cittadini e di tutti i territori», ha dichiarato.
Peracchini ha inoltre evidenziato come il tema della sanità debba rimanere al di fuori delle contrapposizioni politiche. «Chi fa il sindaco cerca sempre di rappresentare tutti i cittadini, perché i problemi sono di tutti e non hanno colore politico. Le riforme non devono mai essere strumentalizzate, perché interessano e toccano la vita di ogni persona».
Parole che sintetizzano la posizione espressa dalla maggioranza dei sindaci liguri: la necessità di approfondire alcuni aspetti della riforma prima di procedere, attraverso un percorso condiviso tra Regione e amministrazioni locali. L’obiettivo, secondo Peracchini, resta uno solo: «Trovare la migliore risposta possibile ai bisogni dei cittadini», in un settore cruciale come quello sanitario e socioassistenziale.

