Smartphone utilizzati fino a tarda sera, ore trascorse tra social network e video brevi in continuo scorrimento, con la costante sensazione di non potersi perdere nessun contenuto. Un’abitudine sempre più diffusa tra bambini e adolescenti che, secondo numerosi studi scientifici, potrebbe favorire l’insorgenza della cosiddetta “cefalea digitale”.
Schermi e mal di testa, tema discusso al Congresso Italiano di Pediatria
Il tema è stato affrontato durante il Congresso Italiano di Pediatria che si è tenuto a Padova, dove gli specialisti hanno evidenziato il legame sempre più evidente tra l’uso eccessivo dei dispositivi elettronici e l’aumento degli episodi di mal di testa nei più giovani.
La cefalea rappresenta infatti una delle principali cause di accesso agli ambulatori pediatrici e interessa fino al 15% dei bambini e ragazzi in età scolare. A confermare la correlazione tra schermi e mal di testa è una recente revisione pubblicata sulla rivista scientifica Headache, che ha preso in esame 48 studi internazionali, evidenziando come l’aumento del tempo trascorso davanti a smartphone, tablet e computer sia associato a una maggiore frequenza di cefalee.
Nella stessa direzione va anche uno studio pubblicato sul Boletín Médico del Hospital Infantil de México, che ha rilevato come i bambini affetti da cefalea utilizzino più frequentemente smartphone e tablet per oltre tre ore al giorno. La ricerca ha inoltre osservato un miglioramento dei sintomi nei casi in cui il tempo di esposizione agli schermi veniva ridotto.
Le cause principali del malessere
Tra le cause principali individuate dagli esperti c’è l’affaticamento visivo provocato dall’attenzione prolungata verso gli schermi. A questo si aggiunge l’alterazione del ritmo sonno-veglia dovuta alla luce blu emessa dai dispositivi elettronici, che può interferire con la produzione di melatonina e compromettere la qualità del riposo.
Non va sottovalutato neppure il cosiddetto “text neck”, ovvero la postura scorretta mantenuta per molte ore con il collo piegato sullo smartphone. Questa condizione aumenta la tensione dei muscoli cervicali e può favorire l’insorgenza di cefalee tensive, con dolore che si irradia dalla zona del collo fino alla testa.
Un ulteriore fattore di rischio è rappresentato dal sovraccarico cognitivo. Notifiche continue, contenuti sempre nuovi e la paura di rimanere esclusi da ciò che accade online – il fenomeno noto come FOMO (Fear of Missing Out) – contribuiscono infatti ad aumentare stress e affaticamento mentale.
L’invito ad un utilizzo equilibrato della tecnologia
Per questo motivo la Società Italiana di Pediatria invita le famiglie a promuovere un utilizzo più equilibrato della tecnologia fin dai primi anni di vita. Tra le raccomandazioni degli specialisti figurano l’evitare smartphone e tablet prima di andare a dormire, mantenere le camere da letto libere da dispositivi elettronici, limitare il tempo trascorso online e prevedere pause regolari durante l’utilizzo degli schermi.
Secondo i pediatri, piccoli accorgimenti quotidiani possono contribuire in modo significativo a migliorare il benessere fisico e psicologico di bambini e adolescenti, riducendo anche il rischio di sviluppare la sempre più diffusa “cefalea digitale”.

