C’è un premio importante in bacheca, ma nella serata dei Laureus Awards 2026 è un altro dettaglio a rubare la scena: il tutore al polso con il quale Carlos Alcaraz ha ritirato il trofeo come sportivo dell’anno. L’infortunio accusato a Barcellona, evidentemente, continua a essere una variabile pesante e, giorno dopo giorno, sta assumendo contorni sempre più delicati.
Infortunio al polso, la situazione di Alcaraz
Dopo il forfait a Madrid, la sensazione è che la situazione richieda cautela assoluta. Non si tratta di un semplice fastidio passeggero: gli esami a cui lo spagnolo si sta sottoponendo servono proprio a monitorare l’evoluzione del problema e a capire se ci siano rischi più profondi. Al momento, però, certezze non ce ne sono. E quando manca chiarezza sui tempi di recupero, nel tennis moderno significa solo una cosa: meglio fermarsi.
Roland Garros a rischio?
Il calendario, intanto, non aspetta. Gli Internazionali d’Italia sono ormai in bilico e l’attenzione si sposta inevitabilmente verso il grande obiettivo della terra rossa, il Roland Garros. Ma è proprio qui che entra in gioco la scelta più importante.
Forzare adesso potrebbe trasformarsi in un errore pesante. Il rischio non è solo saltare un torneo, ma compromettere continuità e rendimento nei mesi successivi. Ed è un aspetto che nel team di Alcaraz è chiarissimo: la priorità non è rientrare il prima possibile, ma rientrare nelle condizioni giuste.
L’importanza della gestione dell’infortunio
In questi casi, la gestione fa tutta la differenza. Un recupero affrettato, soprattutto quando si parla di articolazioni come il polso, può portarsi dietro ricadute difficili da gestire. E per un giocatore che basa tanto del suo gioco su esplosività e rotazioni, il margine di errore è praticamente nullo.
Ecco perché, al di là delle date e dei tornei, il vero obiettivo è uno solo: tornare al 100%. Anche a costo di prendersi più tempo. Perché la stagione è lunga, ma la carriera lo è ancora di più.
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