La spalla è una delle articolazioni più complesse e sollecitate del corpo umano, soprattutto in ambito sportivo. La sua ampia mobilità, indispensabile per molte discipline, la espone però a un elevato rischio di sovraccarico, instabilità e infortuni. Dalla prevenzione alla gestione dei primi segnali, abbiamo approfondito il tema con il dottor Davide Pastorino, chirurgo ortopedico, per capire come proteggere la spalla e garantire continuità nella performance atletica.
Dottor Pastorino, quanto è importante la prevenzione per la salute della spalla negli sportivi?
La prevenzione è assolutamente centrale. La spalla è un’articolazione che sacrifica in parte la stabilità per garantire un’ampia libertà di movimento. Questo la rende particolarmente esposta a microtraumi ripetuti, soprattutto negli sport overhead come nuoto, tennis, pallavolo o baseball. Senza un adeguato lavoro preventivo, il rischio è quello di sviluppare nel tempo patologie infiammatorie o degenerative.
Qual è l’errore più comune che si osserva negli atleti?
L’errore più frequente è quello di focalizzarsi esclusivamente sulla prestazione, trascurando il lavoro di prevenzione. Molti atleti dedicano tempo ed energie all’allenamento tecnico e atletico, ma non inseriscono con regolarità esercizi specifici per la spalla. Questo porta a squilibri muscolari e a un progressivo sovraccarico dell’articolazione.
Che tipo di esercizi sono consigliati per prevenire le patologie della spalla?
È molto importante che l’atleta esegua con continuità, quotidianamente, esercizi mirati, proprio come fa con l’alimentazione: devono diventare una vera e propria abitudine. Parliamo di esercizi che lavorano su tre aspetti fondamentali: la stabilità dell’articolazione, il mantenimento della corretta mobilità e il rinforzo muscolare. In particolare, è essenziale allenare la cuffia dei rotatori e i muscoli scapolari, che hanno un ruolo chiave nel controllo del movimento e nella protezione della spalla.

Quanto conta la continuità rispetto all’intensità dell’allenamento?
La continuità è decisiva. È preferibile un lavoro costante e ben eseguito, anche a bassa intensità, piuttosto che interventi sporadici e più intensi. La spalla ha bisogno di uno stimolo quotidiano per mantenere equilibrio e funzionalità, soprattutto negli atleti che la sollecitano frequentemente.
Quanto incidono postura e gesto tecnico nella prevenzione?
Incidono moltissimo. Una postura scorretta o un gesto tecnico eseguito in modo non ottimale possono aumentare significativamente il carico sulla spalla. Per questo è importante lavorare anche sulla consapevolezza del movimento e, quando necessario, affiancare all’allenamento un lavoro con fisioterapisti o preparatori atletici qualificati.
Ci sono segnali da non sottovalutare?
Sì, ed è fondamentale riconoscerli precocemente. Dolore persistente, rigidità, perdita di forza o sensazione di instabilità sono campanelli d’allarme che non vanno ignorati. Intervenire tempestivamente consente nella maggior parte dei casi di risolvere il problema con trattamenti conservativi, evitando evoluzioni più complesse.
Un ultimo consiglio agli atleti?
La prevenzione deve essere parte integrante dell’allenamento, non un’aggiunta occasionale. Inserire quotidianamente esercizi specifici per la spalla significa investire sulla propria salute, ridurre il rischio di infortuni e migliorare anche la qualità della performance nel lungo periodo.

