Sanità, Bucci presenta la riforma in Liguria

«Mobilità del personale, ma senza imposizioni»

Nella tappa di confronto al San Martino, il presidente della Regione Liguria Marco Bucci chiarisce che la mobilità del personale sanitario all’interno dell’area metropolitana genovese — fino a 40 chilometri tra San Martino, Villa Scassi, Galliera ed Erzelli — seguirà il contratto nazionale, senza trasferimenti forzati: «Nessuno verrà spostato da Imperia a Chiavari o da La Spezia a Genova contro la propria volontà».

L’incontro di confronto al San Martino

L’incontro si svolge tra timori e curiosità, mentre operatori e sindacati cercano di capire le conseguenze della riforma. La novità principale è la nascita di una Asl unica regionale, che sostituirà le cinque attuali trasformandole in aree sanitarie, e dell’Azienda ospedaliera metropolitana, che riunirà la gestione dei principali ospedali di Genova.

Il pensiero di Bucci

Secondo Bucci, era necessario partire subito: «Se avessimo tentato di definire ogni dettaglio prima di cominciare, non ci saremmo mai mossi». L’obiettivo è uniformare servizi e trattamenti economici, eliminando differenze tra chi svolge lo stesso lavoro in ospedali diversi, aumentare le prestazioni e ridurre le liste d’attesa.

La prudenza dei sindacati

I sindacati restano prudenti. Per Gabriele Bertocchi (Fp Cisl), «una riforma così richiede anni di preparazione». Anche Enzo Capuozzo (Uil) sottolinea la complessità di unificare gli attuali contratti integrativi. Più fiducioso il direttore generale del San Martino, Marco Damonte Prioli, che ricorda come fusioni simili in passato abbiano generato iniziali paure ma anche benefici sul lungo periodo: «Dopo l’assestamento, i vantaggi superano le difficoltà».

Credit Photo: ANSA

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