Infertilità maschile in crescita: dimezzati gli spermatozoi in 40 anni

Gli urologi avvertono: “Segnale d’allarme anche per cuore e metabolismo”

Negli ultimi decenni la fertilità maschile sta attraversando una fase di forte declino. A livello mondiale si osserva un progressivo impoverimento del processo di spermatogenesi, ovvero la produzione degli spermatozoi. In particolare, negli ultimi 40 anni la concentrazione spermatica si è ridotta in media del 50%, un dato che ha spinto l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) a rivedere più volte, nell’arco di due decenni, i valori di riferimento dello spermiogramma, abbassando le soglie considerate “normali”.

A spiegare la portata del fenomeno è Andrea Salonia, docente dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano e consigliere della Società Italiana di Urologia, che anticipa uno dei temi centrali del 98° Congresso Nazionali di Urologia, in programma dal 6 al 9 novembre a Sorrento.

Le diminuzioni in termini percentuali

Secondo l’esperto, questa tendenza contribuisce anche alla denatalità che affligge l’Italia: nel 2023 le nascite sono diminuite di oltre il 3% rispetto all’anno precedente, e il trend negativo sembra proseguire anche nel 2024. A pesare è pure la ricerca della genitorialità in età sempre più avanzata, spesso intorno ai 40 anni. “Non bisogna dimenticare – sottolinea Salonia – che dopo i 35 anni la probabilità biologica di avere un figlio cala del 10%, e dopo i 40 scende ulteriormente. L’età conta anche per l’uomo”.

Ma la fertilità maschile non è solo un indicatore riproduttivo. Gli studi mostrano infatti che gli uomini infertili, a parità di età, presentano una salute generale più fragile rispetto ai fertili, in particolare per quanto riguarda il sistema cardiovascolare, metabolico e oncologico. L’infertilità, spiega Salonia, può essere considerata un campanello d’allarme per patologie come ipertensione, malattie cardiache, diabete e stati infiammatori cronici: “È come su un uomo infertile avesse un’età biologica superiore a quella anagrafica”.

Aspetti negativi che incidono sulla fertilità maschile

Ad incidere sono anche stili di vita scorretti (obesità, sovrappeso fumo e abuso di alcol) che compromettono la salute riproduttiva e riducono le possibilità di concepimento. Per questo motivo, quando una coppia affronta difficoltà di fertilità (un problema che riguarda il 15% delle coppie), è fondamentale che anche la salute maschile venga indagata con esami specifici. Nel 30% dei casi, infatti, la causa è esclusivamente maschile. Tuttavia, osserva Salonia, “circa il 15% delle coppie ha già affrontate diversi cicli di procreazione assistita senza che l’uomo sia mai stato visitato da un urologo o da un andrologo”.

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