Cosa fare contro il russamento: prevenzione e terapie

Russare può sembrare un semplice fastidio, spesso oggetto di battute in famiglia o tra amici. Tuttavia, quando il russamento diventa cronico e si accompagna a pause respiratorie durante il sonno, potrebbe trattarsi di sindrome delle apnee ostruttive del sonno (OSAS), un disturbo che può compromettere seriamente la qualità della vita e la salute generale. Negli ultimi anni, l’attenzione medica e scientifica verso questo problema è cresciuta, complice anche l’aumento della diagnosi tra adulti e bambini.

Che cosa sono le apnee notturne?

Le apnee ostruttive del sonno sono brevi interruzioni della respirazione causate dal collasso delle vie aeree superiori durante il sonno. Ogni pausa può durare da pochi secondi fino a un minuto e può ripetersi anche decine di volte in un’ora. Queste interruzioni frammentano il sonno, impedendo di raggiungere le fasi più profonde e riposanti, con conseguente sonnolenza diurna, difficoltà di concentrazione, irritabilità e un generale senso di stanchezza cronica. Nei casi più gravi, le apnee notturne sono associate a un aumento del rischio di ipertensione arteriosa, aritmie cardiache, infarto, ictus e diabete. Un problema dunque da non sottovalutare.

Russamento: campanello d’allarme o disturbo benigno?

Il russamento semplice (non associato ad apnee) è spesso considerato benigno, ma può rappresentare un primo segnale di un restringimento delle vie aeree. Quando il russare diventa abituale, forte, disturbante per chi dorme accanto e si accompagna a sintomi come pause respiratorie, risvegli improvvisi con senso di soffocamento, mal di testa al mattino o sonnolenza diurna, è fondamentale rivolgersi a uno specialista.

Chi è più a rischio?

Le apnee notturne possono colpire uomini e donne di ogni età, ma alcuni fattori aumentano la probabilità di svilupparle: sovrappeso o obesità, collo largo o anatomia particolare del volto, fumo e alcol, uso di sedativi, congestione nasale cronica o deviazione del setto nasale, menopausa (nelle donne). Anche i bambini possono esserne colpiti, spesso a causa di ipertrofia adenoidea o tonsillare.

Diagnosi: come si individuano le apnee notturne

La diagnosi di OSAS non può essere fatta solo sulla base dei sintomi. Il miglior test diagnostico disponibile è la polisonnografia, un esame che registra durante la notte diversi parametri: flusso respiratorio, ossigenazione, frequenza cardiaca, movimenti toracici e posizione del corpo. Oggi è possibile effettuare anche una poligrafia respiratoria domiciliare, meno complessa ma spesso sufficiente per una prima diagnosi. Lo specialista di riferimento è l’otorinolaringoiatra, in collaborazione con pneumologi e neurologi del sonno.

Terapie: cosa si può fare

Il trattamento varia in base alla gravità del disturbo:

Cambiamenti dello stile di vita

  • Dimagrire anche solo del 5-10% del peso può ridurre significativamente le apnee.
  • Evitare alcol, fumo e sedativi prima di dormire.
  • Dormire in posizione laterale anziché supina.

CPAP (Continuous Positive Airway Pressure)

È la terapia più efficace nei casi moderati-gravi. Si tratta di un dispositivo che soffia aria nelle vie aeree tramite una mascherina, mantenendole aperte. I modelli attuali sono sempre più silenziosi, comodi e personalizzabili.

Dispositivi orali (bite)

Nei casi lievi o nei pazienti non tolleranti alla CPAP, si possono usare apparecchi intraorali che avanzano la mandibola per migliorare il passaggio dell’aria.

Chirurgia

Laddove indicato, l’intervento può consistere nella rimozione di tonsille o adenoidi, nella correzione del setto nasale, o in tecniche più avanzate di chirurgia palatale o mandibolare.

Nuove terapie

Stanno emergendo trattamenti innovativi, come stimolatori nervosi impiantabili, che mantengono attiva la muscolatura della gola durante il sonno, e protocolli personalizzati basati su esercizi mioterapici della muscolatura orofaringea.

Il russamento cronico e le apnee notturne non sono solo un disturbo fastidioso per il partner, ma un vero e proprio segnale d’allarme del nostro corpo. Riconoscerli e affrontarli precocemente è fondamentale per migliorare il benessere generale, la qualità della vita e prevenire patologie anche gravi. Se sospetti di soffrire di apnee notturne o se chi dorme con te ha notato pause nel respiro, non sottovalutare il problema. Parla con il tuo medico di fiducia o rivolgiti a uno specialista otorinolaringoiatra per una valutazione completa.

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