Dalla Biorivitalizzazione alla Blefaroplastica, ne parliamo con la Dott.ssa Tiziana Lazzari, Dermatologo, Medico e Chirurgo estetico

Lo sguardo rappresenta uno dei punti di forza della fisionomia del nostro viso. Ma proprio la regione del contorno occhi tende ad invecchiare più di altre parti del volto. I primi segni di espressione, dovuti anche all’esposizione solare prolungata, compaiono a volte subito dopo i vent’anni. Cosa possiamo fare per prevenire e contrastare l’invecchiamento del contorno occhi? Sicuramente adottare un corretto stile di vita ed applicare abitualmente una creme idratante e la protezione solare, ma quando i segni iniziano ad essere più evidenti è il momento di rivolgersi al Medico estetico o al Chirurgo estetico per individuare le opportunità di trattamento più adatte al tipo di imperfezione da correggere. 

Meglio affidarsi alla Medicina estetica o alla Chirurgia? Non vi è una strada più o meno indicata, va chiarito infatti che i due universi non sono alternativi. Al contrario, possono essere sinergici, ovvero ciò che non si risolve con il bisturi può essere migliorato con le tecniche di Medicina estetica; esattamente come la Chirurgia estetica può risolvere ciò che non è possibile trattare con le tecniche ambulatoriali di Medicina estetica.

Dalla Biorivitalizzazione al Laser per ringiovanire gli occhi

Un ciclo di biorivitalizzazione. Si potrebbe cominciare da lì, spiega la Dott.ssa Tiziana Lazzari, Dermatologo, Medico e Chirurgo estetico. La finalità della Biorivitalizzazione è rallentare il fisiologico processo d’invecchiamento della pelle integrando l’acido ialuronico endogeno degradato per favorire la restituzione dell’integrità del tessuto e del mantenimento metabolico della pelle. È un trattamento che risulta essere molto efficace sulla zona del contorno occhi. 

Oppure si può pensare di ricorrere alla tecnologia laser. Esistono laser studiati appositamente proprio per trattare una regione così delicata, in grado di restituire risultati molto soddisfacenti fino alla totale scomparsa delle rughe più profonde e alla cancellazione dei segni del fotoinvecchiamento e dell’età.

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Dott.ssa Tiziana Lazzari

 

L’intervento di Blefaroplastica

Quando questo non basta si può ricorrere alla blefaroplastica, intervento che può essere condotto, a seconda delle indicazioni, sulle palpebre superiori, su quelle inferiori o su entrambe contemporaneamente. L’intervento chirurgico consente di asportare dalla palpebra superiore la cute in eccesso a livello delle palpebre e dalla parte inferiore le tanto detestate borse o ernie di grasso. Il risultato finale consiste generalmente in un aspetto più riposato, fresco e giovanile. Il miglioramento dello sguardo e l’aspetto più riposato durano generalmente per parecchi anni, con una maggiore stabilità per quanto riguarda le borse palpebrali rispetto all’eccesso cutaneo. 

L’intervento può essere realizzato isolatamente o in associazione ad altre procedure quali un lifting cervico-facciale od un lifting frontale.

Tuttavia va detto che la blefaroplastica non permette di eliminare le rughe sull’esterno dell’occhio (zampe di gallina), anche se queste possono essere migliorate ed apparire meno evidenti grazie alla distensione della pelle ottenuta. Anche le discromie presenti soprattutto sulla cute della palpebra inferiore (cerchi scuri o bluastri) difficilmente vengono migliorate dall’intervento.

Rimangono cicatrici?

Le cicatrici sono generalmente quasi impercettibili. Nella palpebra superiore sono nascoste in gran parte nel solco che si forma all’apertura dell’occhio e, solo lateralmente all’angolo dell’occhio, debordano e sono evidenti per qualche tempo, anche se ben camuffabili con un correttore. Nella palpebra inferiore la cicatrice corre subito sotto alle ciglia e sporge lateralmente per qualche millimetro. 

La visita preoperatoria

La visita preoperatoria è fondamentale. Il chirurgo deve valutare la situazione locale ed indicare il tipo di intervento previsto. Verranno esplicitati quali aspetti possono essere corretti dall’intervento, quali invece rimarranno inalterati; si valuterà se è opportuno o meno correggere il taglio degli occhi e lo sguardo. Il chirurgo ed il paziente devono discutere gli obiettivi, i limiti e le aspettative dell’intervento. 

Il medico deve conoscere le condizioni di salute del paziente con riferimento particolare ad allergie, malattie cardiovascolari, disturbi ormonali e soprattutto della tiroide, malattie oculari. Alcune malattie possono rappresentare una controindicazione temporanea o definitiva all’operazione. Deve sapere quali farmaci vengono assunti regolarmente (aspirina ed anticoagulanti), se si usano occhiali o lenti a contatto. 

Prima dell’intervento dovrà essere effettuato un check-up ematochimico ed un’eventuale visita oculistica.