Liguria, la sanità che innova. Con PS Tracker il pronto soccorso parla ai familiari: intervista all’ing. Castanini, Direttore Generale di Liguria Digitale
Nel nuovo appuntamento di Qui Talk parliamo di tecnologia, sanità e umanità. Tre parole che, grazie a un progetto tutto ligure, si intrecciano per migliorare la vita dei pazienti e dei loro cari. Intervistato da Rosanna Piturru, l’ospite della puntata è l’ingegnere Enrico Castanini, direttore generale di Liguria Digitale, l’azienda che sta portando avanti una vera rivoluzione nel modo in cui si vive e si comunica l’esperienza del pronto soccorso.
La Liguria, infatti, è la prima regione in Italia ad aver introdotto PS Tracker, un sistema sviluppato proprio da Liguria Digitale, che permette ai familiari di seguire in tempo reale il percorso del paziente all’interno del pronto soccorso.
Il bisogno di sapere
«PS Tracker è uno strumento molto semplice», spiega l’ingegner Castanini. «Pensiamo a quando una persona viene ricoverata: ci sono parenti e amici che sono ovviamente preoccupati per la sua situazione. Quando non si sa cosa stia accadendo, si tende sempre a pensare al peggio: magari a un aggravamento o, come capita di sentire, al timore che qualcuno resti dimenticato su una barella in corridoio. Anche se questo accade molto meno di quanto si creda, l’apprensione resta fortissima».
Da questa riflessione è nata l’idea: offrire informazioni costanti e trasparenti ai familiari, ma senza sottrarre tempo al personale medico e infermieristico. «I professionisti del pronto soccorso devono potersi concentrare sulla cosa più importante: la nostra salute», sottolinea Castanini.
Dall’esperimento in sala operatoria al pronto soccorso
Il progetto non nasce dal nulla. «Avevamo già un piccolo antenato, il Surgery Tracker, che avevamo sviluppato qualche anno fa per le sale operatorie», racconta Castanini. «Era però molto più semplice: serviva solo per sapere se l’intervento era iniziato o come stava andando a finire. Ma la complessità del pronto soccorso è molto maggiore».
Come funziona PS Tracker
Il meccanismo è intuitivo: il paziente riceve un codice numerico che può condividere con chi desidera — parenti, amici, chiunque ritenga opportuno. «È il paziente a decidere, nel pieno rispetto della privacy», spiega Castanini.
Chi riceve il codice può collegarsi a un’app o a un sito dedicato e seguire tutte le fasi del percorso in pronto soccorso: “sta facendo la radiografia”, “è in visita specialistica”, “l’esame è stato refertato”.
«Abbiamo diversi stati che descrivono le varie fasi del percorso», aggiunge. «E ogni volta che cambia qualcosa, arriva una notifica direttamente sul telefonino di chi ha il codice, anche se si trova lontano, persino all’estero».

Informazione e serenità
«Questo sistema — spiega Castanini — serve anche a ridurre l’ansia dei familiari. Molti ci hanno scritto dicendo: “Mi ha tolto lo stress”. Una signora mi ha detto che non immaginava facessero così tante cose al pronto soccorso: aveva ricevuto trenta o quaranta notifiche in un’ora, ognuna relativa a un esame, a un controllo, a una visita. Questo fa capire quanto lavoro e quanta attenzione ci siano dietro le quinte».
Il PS Tracker ha anche effetti positivi sull’organizzazione: «Riduce l’affollamento, perché i parenti possono seguire tutto da lontano. Non devono chiamare, non devono andare di persona. Le informazioni arrivano da sole».
Zero tempo sottratto agli operatori
«Era fondamentale — sottolinea Castanini — che il sistema non facesse perdere nemmeno un secondo ai medici o agli infermieri. Tutti gli aggiornamenti arrivano automaticamente dal sistema informativo ospedaliero. Se viene ordinata una radiografia, il sistema invia subito il messaggio: “È stata richiesta una radiografia”. Quando il referto è pronto, arriva la notifica: “È stato refertato”. Tutto senza che nessuno debba toccare nulla».
«Abbiamo anche studiato altri sistemi», aggiunge, «come sensori nelle stanze per segnalare automaticamente i movimenti dei pazienti. L’obiettivo è sempre quello: non togliere tempo a chi si occupa della nostra salute».
Meno tensione, più fiducia
Gli effetti si vedono anche sul clima nei pronto soccorso. «Mi ricordo una frase del Presidente dell’Ordine degli Infermieri liguri», racconta Castanini. «Ha detto che da quando c’è il PS Tracker è diminuita tantissimo la violenza verso gli operatori. Prima i familiari erano stressati: non avendo notizie andavano a chiedere spiegazioni agli infermieri già sotto pressione. Questo generava tensione e, purtroppo, a volte anche episodi di aggressività. Ora la situazione è molto migliorata».
Privacy e casi particolari
Il PS Tracker non è attivo in tutti i casi. «Ci sono alcune limitazioni per motivi di privacy», spiega Castanini. «Per esempio non viene utilizzato per i codici rossi, per i minorenni o nei casi di codice rosa, quando c’è una possibile violenza di genere. In quei casi il sistema viene sospeso, anche se era stato attivato».
«Molti ci chiedono: “Perché non lo fate anche per i codici rossi?”», aggiunge. «In alcuni casi, il paziente in codice rosso non può parlare, non può comunicare il codice ai familiari. Ma stiamo pensando di estendere alcune funzionalità, perché se il codice cambia — da rosso a giallo, o viceversa — il sistema potrebbe comunque aggiornare chi è collegato, offrendo un’idea dell’evoluzione della situazione».
L’espansione e il futuro del progetto
Dopo l’avvio al Policlinico San Martino di Genova, il sistema è in via di estensione a tutti gli ospedali liguri. «Tra poco sarà attivo anche all’Evangelico, poi al Galliera e successivamente nell’ASL 1 di Imperia», annuncia il direttore di Liguria Digitale.
E per il futuro? «Stiamo lavorando a nuove funzionalità, come la traduzione automatica dei messaggi per i pazienti e i familiari stranieri», rivela Castanini. «Vogliamo utilizzare strumenti di intelligenza artificiale per tradurre in modo immediato e corretto le notifiche. Liguria Digitale e Regione Liguria sono capofila a livello nazionale sull’uso dell’IA nella sanità, in particolare per la gestione delle liste d’attesa, e questa sarà una naturale evoluzione del progetto».
Un progetto che unisce tecnologia e umanità
Il PS Tracker è, per molti aspetti, una piccola rivoluzione culturale. «Abbiamo ricevuto centinaia di messaggi di ringraziamento», conclude Castanini. «Le persone ci dicono: “Sono meno stressato, mi sento tranquillo”. E sapere che un progetto digitale può portare serenità oltre che efficienza è, per noi, la soddisfazione più grande».

