Sindrome del tunnel carpale: perché i sintomi peggiorano di notte? – Prof. Mario Igor Rossello

C’è un momento, spesso nel cuore della notte, in cui il fastidio si trasforma in dolore, il formicolio diventa insistente e il sonno si interrompe. È una condizione ben nota a chi soffre di sindrome del tunnel carpale, una patologia diffusa ma ancora troppo spesso sottovalutata nelle sue dinamiche quotidiane. Per comprendere meglio perché i sintomi tendano a peggiorare proprio durante il riposo notturno e quando sia davvero necessario ricorrere alla chirurgia, abbiamo raccolto le parole del Prof. Mario Igor Rossello, chirurgo della mano.

Perché i sintomi del tunnel carpale peggiorano durante la notte?

“Di notte tutti abbiamo la tendenza a gonfiare un pochino: si tratta di una ritenzione idrica fisiologica. Laddove esistono dei conflitti dimensionali, come nel tunnel carpale, tra un contenente e un contenuto, questi tendono a peggiorare. Nel tunnel carpale passano tutti i tendini che permettono di piegare le dita, i flessori, insieme al nervo mediano, che è proprio il nervo coinvolto in questa compressione. Durante il giorno possono esserci già delle condizioni di conflitto per vari motivi; di notte, però, questo conflitto aumenta proprio a causa della ritenzione idrica, che provoca un incremento del volume dei tendini e quindi una maggiore compressione all’interno del tunnel carpale”.

Quando è necessario intervenire chirurgicamente?

“La chirurgia diventa necessaria quando i sintomi non recedono. Ma soprattutto è fondamentale avere una conferma diagnostica attraverso l’esame elettroneurografico, che è indispensabile per valutare l’entità del danno a carico del nervo”.

La valutazione specialistica rimane quindi centrale per comprendere la reale gravità della situazione. L’elettroneurografia consente infatti di misurare il funzionamento del nervo mediano e di verificare quanto la compressione stia compromettendo la sua attività. È questo il passaggio fondamentale che permette allo specialista di stabilire se il trattamento conservativo possa ancora essere sufficiente oppure se sia arrivato il momento di intervenire chirurgicamente.

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