martedì, Dicembre 9, 2025

Dott. Merello: “Morbo di Dupuytren, ridare funzionalità alla mano con la chirurgia”

Guillaume Dupuytren era un chirurgo francese dei primi dell’Ottocento. È stato lui a descrivere sistematicamente questa patologia, che per la prima volta notò nelle mani del suo cocchiere. Non a caso, per molti anni la malattia è stata chiamata ‘contrattura del cocchiere’. “È una patologia fibroproliferativa della mano – spiega il Dott. Antonio Merello, Chirurgo della mano – In particolare colpisce la fascia palmare, quel tessuto sottile che si trova tra la pelle e i tendini. Normalmente è morbido e impalpabile, ma nel morbo di Dupuytren si ispessisce, formando prima noduli e poi dei veri e propri cordoni retrattili che causano la flessione progressiva delle dita.

Chi è più a rischio di sviluppare il morbo di Dupuytren?

“La malattia ha una forte predisposizione genetica e colpisce soprattutto gli uomini tra i 50 e i 70 anni. È molto più frequente nelle popolazioni del Nord Europa, tanto da essere conosciuta anche come ‘malattia dei Vichinghi’. Può interessare entrambe le mani (succede in più del 50% dei casi) e coinvolge soprattutto il quarto e il quinto dito, cioè anulare e mignolo.”

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Quali sono i sintomi tipici?

“Il dato importante è che la malattia è generalmente indolore. All’inizio compaiono piccoli noduli sul palmo, fastidiosi solo per chi usa molto le mani per lavoro. Con il tempo, i noduli diventano cordoni e provocano contratture: le dita si piegano e non si riesce più a stenderle completamente. Questo crea problemi nelle attività quotidiane: lavarsi il viso, mettere una mano in tasca o stringere oggetti diventa complicato.”

Il trattamento è esclusivamente chirurgico?

“Nei casi avanzati, cioè quando la flessione delle dita impedisce i comuni gesti della vita quotidiana, la terapia è esclusivamente chirurgica. L’intervento in anestesia loco-regionale plessica ( viene anestetizzato tutto il braccio tramite iniezioni di anestetico nel cavo ascellare od in regione sovraclaveare) consiste nella asportazione della aponeurosi palmare interessata dalla malattia (aponeurectomia) al fine di consentire la estensione delle dita. In alcuni casi si possono anche avere degli interessamenti articolari con retrazione fibrosa delle stesse, queste situazioni presentano una prognosi peggiore poiché la rigidità delle dita non sempre può essere risolta. Nei casi più gravi può essere necessario anche delle plastiche cutanee per sopperire la retrazione cutanea che si è determinata a causa della malattia”.

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