Intervista al Prof. Nicola Ursino sul protocollo Fast Track
Protocollo Fast-Track in chirurgia ortopedica
Il Protocollo Fast-Track è un approccio innovativo alla chirurgia ortopedica che riduce i tempi di degenza e ottimizza l’intero percorso chirurgico. Si articola in più fasi, a partire da quella pre-operatoria, fondamentale durante la visita specialistica. Il Dott. Nicola Ursino, Chirurgo ortopedico specializzato nel trattamento di anca e ginocchio e responsabile dell’Unità Operativa di Chirurgia Articolare Sostitutiva e Chirurgia Ortopedica C.A.S.C.O. presso l’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano, spiega che “in questa fase l’ortopedico valuta con attenzione eventuali patologie di base che potrebbero influenzare il decorso post-operatorio: anemia, malattie metaboliche come il diabete, condizioni cardiache o altre comorbidità. Identificare e gestire questi fattori prima dell’intervento significa ridurre i rischi, migliorare la sicurezza clinica e rassicurare il paziente anche dal punto di vista psicologico. Un paziente informato e preparato affronta l’intervento con maggiore serenità e fiducia”.
Chirurgia tissue sparing e riabilitazione precoce: i pilastri del Fast-Track
La fase intraoperatoria è centrata sulle più moderne tecniche di chirurgia tissue sparing, ovvero interventi che rispettano e preservano i tessuti. Questo si traduce in minor dolore post-operatorio, minore infiammazione e recupero funzionale più rapido.
“Nel post-operatorio immediato – prosegue Ursino – il protocollo prevede un supporto farmacologico mirato, con un utilizzo calibrato di analgesici e antinfiammatori, e soprattutto una mobilizzazione precoce: il paziente viene invitato fin da subito a sedersi, alzarsi in piedi e iniziare il percorso riabilitativo. Questo passaggio è cruciale sia dal punto di vista fisico sia psicologico, perché favorisce autonomia e fiducia”.
Grazie al Fast-Track, la dimissione può avvenire entro tre giorni. I pazienti più giovani e con un adeguato supporto familiare possono proseguire la riabilitazione a domicilio o presso strutture vicine a casa. In altri casi, è possibile optare per centri dedicati alla riabilitazione post-protesica, con tempi leggermente più lunghi ma in un contesto protetto e altamente specializzato.

