Grazie all’ospedale dei Castelli, il Lazio emerge come protagonista di eccellenza rispetto ad altri Paesi nel mondo per una innovativa procedura di chirurgia oftalmica “made in Italy”, sviluppata e perfezionata da luminari italiani. Protagonista è stata una donna di 66 anni, residente ad Ariccia, che ha riacquistato la vista dopo circa 5 anni di buio totale da un occhio, completamente cieco da 21 anni.
L’intervento di Cheratoprotesi
È stato eseguito un intervento utilizzando una tecnica innovativa italiana chiamata “Cheratoprotesi”, che consiste nell’impianto di una protesi artificiale biologica a lungo termine, integrabile con il tessuto biologico, in grado di risolvere casi complessi non trattabili con il tradizionale trapianto di cornea.
La vista è stata ripristinata mediante l’utilizzo di una cornea artificiale composta da un lenticolo ottico ancorato ad un supporto osseo rivestito dalla mucosa buccale del paziente, al fine di garantire una chiusura a sigillo e consentire così il passaggio della luce attraverso la cornea danneggiata da un leucoma vascolarizzato causato da lesioni fisiche, chimiche o malattie autoimmuni.
Il dott. Franco Arrigoni, Dirigente Responsabile della Uos di Chirurgia vitreo retinica dell’ospedale dei Castelli, insieme all’equipe multidisciplinare ha assunto l’impegno di continuare a tramandare questa tecnica iniziata con il professore Strampelli nel 1963 e continuata dal professore Falcinelli.
L’ospedale dei Castelli, grazie alla sensibilità del Commissario Straordinario Marchitelli e del Direttore Sanitario la Regina che puntano sull’umanizzazione delle cure, si propone dunque di combattere la cecità corneale mediante la Cheratoprotesi, ereditata dai grandi maestri dell’oftalmologia italiana.
Il prof. Petitti, presidente della fondazione Falcinelli ha sempre riconosciuto in Arrigoni “l’erede” del luminare Falcinelli e l’auspicio e intenzione futura è tramandare queste conoscenze anche a nuovi chirurghi oculisti. Finora i centri specializzati che portano avanti l’osteocheratoprotesi si trovano in India, Germania, Inghilterra, Colombia e Usa.
L’evento di presentazione e il commento della Asl Roma 6
Questa nuova tecnica è stata presentata nel corso di un evento che ha visto la partecipazione del Presidente del Consiglio regionale del Lazio, Antonello Aurigemma, dell’Assessore regionale al Bilancio e all’Agricoltura, Giancarlo Righini, del Capo di Gabinetto del Ministero della Salute e già Direttore del Dipartimento del Territorio della Asl Roma 6, Marco Mattei, del Senatore della Repubblica, Marco Silvestroni, e del Deputato della Repubblica, Andrea Volpi. Presenti il Commissario Straordinario della Asl Roma 6, Francesco Marchitelli, e il Direttore Sanitario Asl Roma 6, Vincenzo Carlo La Regina. Tra quanti sono intervenuti il dottor Franco Arrigoni, Dirigente Responsabile Uos Chirurgia vitreo retinica dell’ospedale dei Castelli, e il dottor Augusto Pocobelli, Primario Oculista Azienda San Giovanni Addolorata e Responsabile della Banca degli occhi.
“Abbiamo un grande tesoro – ha affermato il Commissario Straordinario della Asl Roma 6, Francesco Marchitelli – che intendiamo difendere e tramandare: questa tecnica tutta ‘made in Italy’ che grazie a questo straordinario intervento chirurgico sarà praticata proprio qui all’ospedale dei Castelli. L’importanza di puntare sulle tecniche chirurgiche e mediche italiane per farne delle eccellenze risiede nella creazione di un sistema sanitario robusto e affidabile, in grado di offrire risposte certe alle persone che hanno bisogno non solo di fidarsi ma di affidarsi. Questo nuovo capitolo per la chirurgia oculistica avviato all’ospedale dei Castelli consentirà di migliorare la qualità di vita delle persone che per noi è la missione principale che detta tutte le azioni che questa Asl sta mettendo in campo per dare delle risposte concrete”.
“Inoltre – ha concluso – l’evento di oggi può dare un buon contributo a consolidare la reputazione internazionale del nostro sistema sanitario italiano e del Lazio in particolare modo che continua a raggiungere importanti risultati. Le nostre eccellenze mediche e chirurgiche non solo possono garantire trattamenti di alta qualità per i pazienti del Lazio, ma possono anche attirare l’interesse di altri Paesi del mondo proprio come successo con questa tecnica che nel corso degli ultimi 30 anni è stata adottata all’estero con grande attenzione”.
Fonte: ASL6 Roma

