Con il trascorrere del tempo il nostro sguardo perde freschezza a causa di palpebre cadenti e altri segni del tempo. Attraverso l’intervento di blefaroplastica è possibile donare nuovamente allo sguardo la giovinezza perduta in seguito al rilassamento dei tegumenti palpebrali, provocato
da fattori genetici e/o dall’invecchiamento.

Il dott. Antonio Cella, specialista in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica, spiega così l’intervento: “La blefaroplastica rientra in quella che noi specialisti chiamiamo chirurgia dello sguardo. Si tratta infatti di un intervento volto a rimodellare le palpebre, e talvolta la zona del sopracciglio, per dare un effetto più giovanile a quella specifica zona del viso”.

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Blefaroplastica inferiore e superiore

Entrando nel dettaglio Cella prosegue: “La blefaroplastica si distingue in superiore o inferiore, in
base alla zona in cui interviene il chirurgo. L’intervento di blefaroplastica superiore trova indicazione quando si verifica la comunemente detta palpebra cadente, che talvolta ostacola persino la normale funzionalità visiva; in quel caso viene asportata la cute in eccesso a livello superiore. Si tratta di un intervento piuttosto semplice che si può eseguire anche in anestesia locale. Al contrario, la blefaroplastica inferiore si rivolge al livello inferiore della palpebra. E’ indicata quando vi è una presenza di borse o un eccesso cutaneo. Anche la blefaroplastica inferiore si svolge in anestesia locale, presenta tuttavia tempi di recupero un po’ più lunghi rispetto a quelli che seguono la blefaroplastica superiore”.

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Prima dell’intervento.

 

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Dopo l’intervento.

Si è forse comunemente portati a pensare che siano soprattutto le donne mature i soggetti maggiormente interessati a questo tipo di intervento, ma non è esattamente così: “L’età è relativa. A volte concorrono all’inestetismo fattori costituzionali, è il caso di pazienti che già a 30 o 40 anni presentano questo tipo di difetto, soprattutto a livello della palpebra superiore. E’ però evidente che con il tempo questi cedimenti tendono ad acuirsi, quindi a vedersi di più”, commenta lo specialista.
Veniamo alla fase post operatoria: l’intervento è poco invasivo, ma riguardando lo sguardo, quindi le palpebre e gli occhi, richiede alcune settimane di riposo. “Normalmente dico ai miei pazienti che sono necessari circa 10-15 giorni per tornare a condurre una vita normale”, spiega il dott. Cella.

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Chirurgia dello sguardo: il lifting del sopracciglio

Nell’ambito della chirurgia dello sguardo si sente sempre più spesso parlare di lifting del sopracciglio, Cella spiega così questo specifico intervento: “Spesso capita che il paziente si presenti per un problema di palpebra cadente ma in realtà, oltre a quello, vi è anche la presenza di un sopracciglio che si è abbassato.

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In questi casi l’intervento di blefaroplastica non sarebbe sufficiente a dare un risultato estetico soddisfacente, si consiglia così anche il lifting del sopracciglio, intervento che si prefigge di risollevare il sopracciglio stesso e, associato alla blefaroplastica superiore, rende il risultato più armonioso e naturale.