Tra telemedicina e Fascicolo Sanitario Elettronico, l’obiettivo è un sistema sanitario più moderno, digitale e inclusivo.
La sanità digitale fa parte degli obiettivi del PNRR, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza concordato dalla UE per ripartire dopo l’emergenza Covid-19, che vede la digitalizzazione della sanità come un passaggio imprescindibile per migliorare il settore della sanità pubblica.
Quali sarebbero, nel concreto, i vantaggi di questo processo? La sanità digitale offre soluzioni efficaci per rendere i servizi dedicati più accessibili ed inclusivi per tutti, ponendo il cittadino al centro del sistema sanitario. Un settore sanitario più tecnologico e digitale può migliorare il processo di cura e assistenza dei pazienti, riducendo le lunghe attese, le ospedalizzazioni ed ottimizzando i costi complessivi. Due i focus principali da raggiungere entro il 2025, il potenziamento del Fascicolo Sanitario Elettronico e della telemedicina.
Cos’è il Fascicolo Sanitario Elettronico?
Tutta la tua storia clinica consultabile da remoto da qualsiasi operatore sanitario, in qualsiasi momento e ovunque. A grandi linee è questa l’utilità del Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE), lo strumento attraverso il quale il cittadino può tracciare e consultare tutta la storia della propria vita sanitaria, condividendola in maniera sicura ed efficiente con gli operatori del settore. Il PNRR intende arricchire e armonizzare i Fascicoli Sanitari Regionali, rendendoli interoperabili e collegando le infrastrutture tra loro. In questo modo, il cittadino potrà avere accesso ai suoi dati e ai servizi sanitari digitali ovunque risieda, riducendo i divari territoriali e la frammentazione delle informazioni. Tali servizi saranno basati sui dati raccolti dai professionisti sanitari per la diagnosi e cura dei propri assistiti.
La telemedicina
Gli obiettivi indicati dal PNRR prevedono che la telemedicina assista oltre 200mila pazienti entro il 2025. La strategia nazionale nell’ambito del PNRR mira a promuovere e finanziare lo sviluppo di una piattaforma nazionale di telemedicina. Il motivo? La telemedicina consente agli operatori sanitari di fornire una migliore assistenza ai pazienti, anche a distanza, grazie a dati accessibili in sicurezza attraverso televisite, teleassistenza domiciliare, telemonitoraggio attraverso sensori e apparecchi personali. L’uso di soluzioni innovative, come la telemedicina, consente agli operatori sanitari di assistere pazienti ovunque essi siano, migliorando la capacità di diagnosi e cura personalizzata grazie alla condivisione in sicurezza dei dati clinici attraverso il Fascicolo Sanitario Elettronico.
Digitalizzazione sanitaria, una vera rivoluzione
Il PNRR, insomma, rappresenta una straordinaria opportunità per riorganizzare l’assistenza sanitaria territoriale. Lo sottolinea anche il Ministro della Salute Orazio Schillaci: “Credo che il capitolo della digitalizzazione e della telemedicina rappresenti la vera rivoluzione che stiamo mettendo in campo e lo strumento migliore per superare le tante inaccettabili disuguaglianze che ancora ci sono oggi nel nostro Servizio Sanitario Nazionale, non solo tra regioni e regioni ma anche tra grandi città e piccoli centri”. Ma non è finita qui. Schillaci evidenzia altri vantaggi della sanità digitale spiegando che l’accessibilità tempestiva e precoce a informazioni cliniche sul paziente attraverso servizi di telemedicina permetterà di intervenire sul sintomo prima che le condizioni di salute richiedano un intervento emergenziale. Sarà così possibile assistere ad una riduzione degli accessi impropri al pronto soccorso, assicurando interventi e prestazioni necessarie a chi ne ha veramente bisogno. Con la conseguente ottimizzazione delle tempistiche e delle prestazioni.
Infine, per l’annoso problema delle lunghe liste di attesa si può fare qualcosa? Il Ministro ha recententemente commentato dicendo che sarebbe necessaria l’istituzione di un unico Recup regionale: “Bisogna far sì che tutte le prestazioni che sono erogate a carico del Ssn vengano messe in un unico ReCup regionale (…) Sarà opportuno, appena possibile, istituire un’entità che governi e controlli l’applicazione e i tempi delle liste di attesa, regione per regione, prestazione per prestazione, per poter intervenire tempestivamente laddove i tempi per ottenere una determinata prestazione, in un determinato posto, si allunghino”.

