Trasportare campioni biologici, medicinali urgenti ed emocomponenti in pochi minuti, superando traffico e ostacoli geografici. Da Milano alle isole Eolie, i progetti italiani sperimentano una nuova logistica sanitaria che potrebbe migliorare l’assistenza nelle emergenze e nei territori isolati.
Dall’ospedale alle isole: i droni entrano nella logistica sanitaria
La sanità del futuro potrebbe viaggiare anche in cielo. Non per trasportare pazienti, almeno in questa fase, ma per consegnare rapidamente ciò che può fare la differenza nei percorsi di cura: provette da analizzare, farmaci urgenti, sacche di sangue e altri materiali biologici. In Italia si moltiplicano le sperimentazioni che puntano a utilizzare i droni per affiancare i tradizionali sistemi di trasporto sanitario, riducendo i tempi di percorrenza e superando alcuni ostacoli della viabilità.
Tra le iniziative più recenti c’è quella avviata all’Ospedale Niguarda di Milano, dove la consegna aerea di campioni biologici e medicinali urgenti è entrata in una fase di sperimentazione operativa. Il progetto, sviluppato con i partner tecnologici Impianti Spa e STRADAai e con il coinvolgimento delle autorità competenti, rappresenta una prima esperienza di questo tipo in un ospedale pubblico italiano.
Il funzionamento prevede una centrale operativa interna, il Command Center, che riceve le richieste dei reparti e attiva il volo. I droni sono controllati da piloti professionisti anche attraverso la modalità BVLOS, acronimo di Beyond Visual Line of Sight, che consente di operare oltre la linea visiva diretta dell’operatore. L’obiettivo è ridurre il tempo necessario per trasferire materiali tra i diversi punti della struttura e, in prospettiva, estendere il servizio ad altri contesti territoriali.
Sangue e materiali biologici: la sfida delle isole Eolie
Una delle applicazioni più promettenti riguarda i territori insulari, dove le distanze, le condizioni meteorologiche e la disponibilità dei collegamenti possono complicare il trasporto di materiali indispensabili per l’assistenza.
Nell’area di Messina, l’Azienda sanitaria provinciale ha sviluppato un progetto per collegare l’ospedale di Patti con le strutture sanitarie delle Eolie. Dopo una fase di sperimentazione, il servizio di trasporto biomedicale con droni ha avviato i collegamenti tra Patti e Lipari già nell’ottobre 2025. A fine ottobre 2026, l’Asp ha annunciato nuovi sviluppi per il trasporto di sangue e altro materiale biologico verso Lipari e Vulcano, dopo ulteriori test e le necessarie autorizzazioni.
Il sistema impiega una capsula automatizzata e tracciabile, progettata per monitorare durante il viaggio parametri importanti come temperatura, umidità e vibrazioni, oltre all’integrità del contenuto. Sono caratteristiche essenziali quando si trasportano materiali biologici, che devono mantenere condizioni adeguate per preservare qualità e sicurezza.
Il vantaggio potenziale non è soltanto logistico. In caso di emorragia grave, per esempio, la disponibilità tempestiva di sangue ed emocomponenti può essere determinante. Un collegamento aereo rapido potrebbe quindi contribuire a rendere più efficiente la risposta sanitaria, soprattutto quando il trasporto via terra o via mare richiede tempi più lunghi.
Da Pozzuoli a Ischia in 15 minuti: la sperimentazione in Campania
Anche in Campania i droni sono al centro di progetti dedicati al trasporto sanitario. L’iniziativa Aetos, sviluppata nell’area dell’Asl Napoli 2 Nord con partner tecnologici, ha testato il trasferimento di sangue e materiali biologici tra il litorale flegreo e Ischia.
Durante una delle prove, un drone ha percorso in circa 15 minuti la distanza tra Pozzuoli e l’isola, trasportando materiale sanitario. I test mirano a verificare la fattibilità di collegamenti rapidi per la movimentazione di sacche di sangue, medicinali e campioni biologici, con particolare attenzione alle situazioni di emergenza o ai momenti in cui le condizioni del mare rendono più difficili gli spostamenti.
Il progetto non si limita alla logistica ospedaliera: la tecnologia potrebbe offrire un supporto anche alle operazioni di ricerca e soccorso, grazie alla possibilità di osservare dall’alto aree interessate da eventi estremi o difficilmente accessibili.
L’interesse per questi sistemi nasce da un problema concreto: garantire continuità assistenziale anche quando la geografia o le condizioni ambientali rallentano i collegamenti. Le isole, le aree montane e i centri periferici sono contesti nei quali un trasporto aereo leggero potrebbe affiancare i mezzi tradizionali, senza sostituire le altre componenti dell’organizzazione sanitaria.
Non solo velocità: sicurezza, autorizzazioni e qualità del trasporto
La possibilità di ridurre i tempi di consegna è uno dei principali punti di forza dei droni sanitari, ma non è l’unico elemento da valutare. Perché questi sistemi possano essere impiegati in modo stabile, occorre garantire la sicurezza del volo e del carico, la tracciabilità delle operazioni e il rispetto delle regole per il trasporto dei materiali biologici.
Le autorizzazioni dell’Ente nazionale per l’aviazione civile (ENAC), il coordinamento con le autorità territoriali e la presenza di operatori qualificati sono passaggi fondamentali. In particolare, i voli oltre la linea visiva diretta richiedono procedure e condizioni operative specifiche, che devono essere definite in funzione del contesto e del tipo di missione.
Anche il contenitore utilizzato per il trasporto ha un ruolo decisivo: non basta che il drone raggiunga rapidamente la destinazione. Il materiale deve arrivare integro e conservato in condizioni appropriate, senza compromettere la validità degli esami o la qualità dei prodotti trasportati.
A questi aspetti si aggiungono fattori pratici che le sperimentazioni dovranno continuare a valutare: autonomia dei velivoli, capacità di carico, condizioni meteorologiche, gestione delle batterie, costi e integrazione con i servizi già esistenti. Il drone, dunque, non è una soluzione universale, ma uno strumento che può risultare particolarmente utile su tratte selezionate e in presenza di esigenze specifiche.
Le prospettive non riguardano soltanto il trasferimento di materiali tra ospedali. Un altro filone di sperimentazione punta a utilizzare i droni per portare dispositivi e forniture direttamente sul luogo di un’emergenza.
In uno scenario del genere, il drone non sostituirebbe l’ambulanza né l’intervento dei soccorritori, ma potrebbe anticipare l’arrivo di un dispositivo o di un prodotto necessario, mentre i mezzi tradizionali raggiungono il paziente. La sua utilità dipenderebbe dalla natura dell’emergenza, dalla distanza, dalle condizioni di volo e dalla capacità di integrare la consegna nel protocollo di soccorso.
Il passaggio dalla sperimentazione a una rete sanitaria più ampia richiederà ulteriori verifiche, standard condivisi e valutazioni dei costi e dei benefici.

