La Dott.ssa Alice Bazzoli, osteopata, spiega l’importanza del trattamento manuale delle cicatrici e del recupero della mobilità dei tessuti
Una cicatrice non è soltanto un segno visibile sulla pelle, ma il risultato di un processo di riparazione che coinvolge diversi strati di tessuto. Per questo motivo, anche a distanza di tempo dalla sua formazione, può essere importante valutarne la mobilità e la presenza di eventuali tensioni.
Qui Salute Magazine è entrato nello studio della Dott.ssa Alice Bazzoli, osteopata, per assistere a una seduta dedicata a una paziente con una cicatrice risalente a circa un anno e mezzo prima, causata dalla rimozione di un neo.
Il trattamento delle cicatrici: l’importanza di intervenire sulle aderenze
«È molto importante trattare le cicatrici fin da subito per rimuovere soprattutto le aderenze e tutte quelle tensioni miofasciali che possono comunque influenzare il nostro organismo anche a distanza dalla cicatrice. Questo perché un’alterazione o un blocco miofasciale della cicatrice può portare tensioni lungo tutto l’asse».
Mobilità dei tessuti e ossigenazione della cicatrice
«È fondamentale scollare tutti i tessuti, dare maggiore mobilità e agio ai diversi strati tessutali della cicatrice, cercando soprattutto di ossigenare questa zona. Dopo un po’ di tempo può accadere che la cicatrice si avvalli leggermente e diventi più bianca: questo significa che i tessuti stanno diventando fibrotici. Dobbiamo quindi cercare di impedire proprio questo processo».

