sabato, Dicembre 6, 2025

Nuove evidenze: nessun legame tra bibite zuccherate e demenza

Il consumo elevato di zuccheri è noto per essere collegato a disturbi metabolici come l’obesità e il diabete, patologie che rappresentano a loro volta dei fattori di rischio per il deterioramento cognitivo. Tuttavia, le bibite dolci, una delle principali fonti di zuccheri aggiunti, non sembrerebbero avere un impatto diretto sul rischio di demenza, almeno se consumate abitualmente in età adulta. Ciò si evince da una recente ricerca condotta dall’Università di Medicina di Zhejiang, in Cina, e pubblicata sulla rivista JAMA Psychiatry, che ha messo in discussione l’ipotesi che il consumo di bevande zuccherate in età adulta possa aumentare il rischio di sviluppare demenza in età avanzata.

Lo studio dei ricercatori

Secondo quanto spiegano i ricercatori, negli Stati Uniti circa un anziano su cinque consuma regolarmente bevande zuccherate. Questa abitudine aveva già spinto diversi studiosi in passato a cercare un legame tra l’assunzione di tali prodotti e l’insorgenza di demenza, ma i risultati ottenuti erano spesso poco chiari o non definitivi.

In questo nuovo studio, gli scienziati hanno analizzato i dati relativi a circa 11.000 adulti statunitensi, valutando la loro abitudine al consumo di bevande zuccherate (comprese quelle contenenti dolcificanti artificiali) e monitorando eventuali casi di declino cognitivo con il passare del tempo. I risultati non hanno mostrato alcuna relazione significativa tra l’assunzione di queste bevande e l’aumento del rischio di sviluppare demenza.

Le bibite non fanno male? Non proprio

Gli autori dello studio specificano che queste conclusioni non devono essere interpretate come un’assoluzione completa per le bibite dolci. “Sebbene non abbiamo rilevato un’associazione diretta con la demenza, resta evidente che queste bevande contribuiscono allo sviluppo di condizioni croniche come diabete e obesità”, precisano i ricercatori.

Anzi, sottolineano che merita attenzione l’impatto che il consumo di bibite zuccherate può avere se avviene già in giovane età. Pertanto, ritengono opportuno che future ricerche approfondiscano il possibile collegamento tra l’assunzione precoce di queste bevande e l’insorgenza della demenza negli anni successivi. In sintesi, sebbene ridurre il consumo di zuccheri resti una buona pratica per la salute generale, secondo questo studio non ci sono prove sufficienti per affermare che bere bibite dolci in età adulta aumenti il rischio di demenza.

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