Liste d’attesa: 1,8 miliardi spesi ma i tempi restano un problema: cosa sta succedendo nella sanità italiana

Le liste d’attesa tornano sotto esame, questa volta anche per capire se le risorse messe in campo negli ultimi anni abbiano prodotto risultati strutturali. Ministero della Salute e AGENAS sono stati ascoltati dalla Corte dei conti nell’ambito delle verifiche sull’utilizzo di circa 1,8 miliardi di euro destinati alla riduzione dei tempi di attesa. Al centro dell’attenzione ci sono l’effettivo aumento dell’offerta sanitaria e la disponibilità di dati completi e confrontabili sui tempi necessari per ottenere visite ed esami.

Liste d’attesa, il problema dei dati

Uno dei nodi riguarda proprio la capacità di fotografare in modo uniforme la situazione nazionale. Dal 2025 è operativa la Piattaforma nazionale delle liste di attesa (PNLA), realizzata da AGENAS per raccogliere i dati trasmessi mensilmente da Regioni e Province autonome. Il nuovo sistema permette di monitorare prenotazioni, classi di priorità, tempi medi e volumi delle prestazioni. Nel luglio 2026 AGENAS ha pubblicato il primo bollettino trimestrale, confrontando il primo semestre 2026 con lo stesso periodo del 2025.

Più prestazioni entro i tempi, ma le criticità restano

I dati AGENAS mostrano un aumento dell’attività erogata: le prenotazioni considerate nel monitoraggio sono passate da 13,3 milioni nel primo semestre 2025 a 14,9 milioni nel primo semestre 2026, con oltre 1,6 milioni di prestazioni in più garantite entro i tempi previsti. Il miglioramento riguarda soprattutto le prestazioni con priorità urgente e breve, ma rimangono difficoltà per alcune visite ed esami ad alta domanda, tra cui colonscopie e visite dermatologiche. AGENAS segnala inoltre criticità nell’appropriatezza con cui vengono attribuite le classi di priorità.

Il nuovo Piano per ridurre le attese

Nel frattempo è entrato in vigore il Piano nazionale di Governo delle liste d’attesa 2026-2028, adottato con decreto del Ministero della Salute e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 24 agosto. Il piano punta sul governo della domanda, sull’appropriatezza prescrittiva e su una maggiore capacità di utilizzo dell’offerta disponibile, anche attraverso l’ottimizzazione delle agende, la gestione delle disdette e l’apertura delle attività ambulatoriali in orari serali e nei giorni festivi. La nuova piattaforma AGENAS dovrebbe diventare uno degli strumenti centrali per verificare i risultati e individuare le aree in cui i tempi non vengono rispettati.

Cosa significa per chi deve prenotare una visita

Per il cittadino, il punto non è soltanto sapere quanti soldi siano stati stanziati o quante prestazioni vengano erogate, ma poter conoscere quanto dovrà aspettare per una determinata prestazione e se il tempo è compatibile con la priorità indicata dal medico. È proprio la trasparenza dei dati a rappresentare uno degli obiettivi della PNLA. Il confronto tra le rilevazioni ufficiali e le verifiche della Corte dei conti servirà ora a capire quanto l’aumento dell’attività abbia inciso concretamente sull’accessibilità alle cure e quanto, invece, restino problemi organizzativi e differenze territoriali.

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