Gaslini, intervento d’avanguardia: cornea “riparata” grazie ad un nervo prelevato dal polpaccio

Un’operazione altamente specialistica, rara e senza precedenti in Italia per l’età del paziente. All’Istituto Gaslini di Genova, in collaborazione con la Chirurgia Maxillo-Facciale dell’Ospedale Policlinico San Martino, è stato eseguito per la prima volta nel nostro Paese un intervento di neurotizzazione corneale su un bambino di appena due anni. Il piccolo era nato con assenza completa del V nervo cranico destro (trigemino), una condizione che lo esponeva a gravi complicanze oculari, fino al rischio concreto di perdere la vista.

Un occhio senza protezione: perché l’intervento era indispensabile

La mancanza del trigemino impediva alla cornea di ricevere una corretta innervazione, elemento essenziale non solo per la sensibilità, ma anche per il mantenimento della sua salute. Senza il supporto nervoso, infatti, la cornea non riesce a difendersi adeguatamente e può andare incontro a ulcere neurotrofiche ricorrenti, con conseguenze potenzialmente irreversibili.

«La neurotizzazione corneale è una procedura complessa, indicata quando il nervo responsabile non è presente o non funziona. In questo caso rappresentava l’unica possibilità per salvaguardare l’occhio e garantire uno sviluppo visivo il più normale possibile», spiega Raffaele Spiazzi, direttore sanitario dell’Istituto Gaslini. Un risultato reso possibile – sottolinea – da un grande lavoro di squadra che ha coinvolto oculisti, chirurghi maxillo-facciali, anestesisti, infermieri e le direzioni dei due ospedali.

Un “ponte nervoso” dalla gamba all’occhio

L’obiettivo dell’intervento era ricreare un’innervazione della cornea utilizzando nervi sani, così da avviare nel tempo un processo di rigenerazione. A illustrare i dettagli tecnici sono Massimiliano Serafino, direttore dell’Oculistica del Gaslini, e Bernardo Bianchi, direttore della Chirurgia Maxillo-Facciale del San Martino.

«Abbiamo prelevato dal polpaccio un piccolo nervo sensitivo, il nervo surale, e lo abbiamo collegato ai nervi sovraorbitario e sovratrocleare del lato sano del volto, che funzionano regolarmente. Questo “innesto” è stato poi fatto passare sotto la pelle fino alla zona priva di innervazione», spiegano i due specialisti.

Una volta raggiunto l’occhio, il nervo è stato suddiviso in quattro sottilissimi fasci, inseriti in apposite tasche create sulla sclera, la parte bianca del bulbo oculare. «Nei prossimi mesi – aggiungono – le fibre nervose dovrebbero crescere progressivamente fino alla cornea, restituendole la capacità di nutrirsi, difendersi e funzionare correttamente».

In pratica, un vero e proprio “ricablaggio” biologico, che sfrutta un nervo della gamba come canale per trasmettere nuovi impulsi verso l’occhio.

Decorso positivo e controlli programmati

L’intervento si è concluso senza complicazioni e i primi segnali indicano che la rigenerazione nervosa è già in corso. Il bambino è stato dimesso in buone condizioni e verrà seguito con controlli periodici. Le prime valutazioni funzionali sull’efficacia della nuova innervazione sono attese entro circa tre mesi.

Nicolò: «Un passo avanti per la sanità italiana»

Sull’importanza dell’operazione interviene anche l’assessore regionale alla Sanità Massimo Nicolò:
«Si tratta di un risultato eccezionale per la sanità ligure e nazionale. Da medico oculista so quanto sia fondamentale l’apporto nervoso per la salute dell’occhio. Ripristinare questo meccanismo in un bambino di due anni, nato senza il nervo trigemino, significa non solo preservargli la vista, ma garantirgli prospettive di qualità della vita che fino a pochi anni fa erano impensabili».

Il caso del piccolo paziente operato tra Gaslini e San Martino dimostra come l’integrazione delle competenze e la collaborazione tra eccellenze sanitarie possano spingere la medicina oltre i suoi limiti tradizionali: non solo un intervento riuscito, ma un investimento concreto sul futuro visivo – e umano – di un bambino così piccolo.

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