Verona: falso medico estetico, farmaci illegali e oltre 100 trattamenti. Come difendersi

Un’indagine partita dal sequestro di venti fiale di un farmaco a base di botulino ha portato alla scoperta di uno studio abusivo in provincia di Verona. Il proprietario, privo di abilitazione medica, pubblicizzava i trattamenti sui social. Ecco i rischi e le verifiche da fare prima di affidarsi alla medicina estetica.

Farmaci illegali e studio abusivo: l’indagine nel Veronese

Venti fiale di un farmaco dichiarate come cosmetici per aggirare i controlli doganali, prodotti di provenienza non autorizzata e uno studio medico allestito in un’abitazione. È quanto hanno scoperto gli investigatori in un’indagine sul traffico illecito di medicinali e sull’esecuzione abusiva di trattamenti estetici, condotta dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, dai Carabinieri del Nas e dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), nell’ambito di un’attività internazionale coordinata da Europol.

L’inchiesta è partita dall’aeroporto di Montichiari, in provincia di Brescia, dove è stata intercettata una spedizione proveniente dall’estero contenente venti fiale di un prodotto farmaceutico denominato Metox, falsamente dichiarate come cosmetici. Seguendo la spedizione, gli investigatori sono risaliti al destinatario: un uomo che, pur non avendo l’abilitazione all’esercizio della professione medica, pubblicizzava sui social network trattamenti di medicina estetica.

La successiva perquisizione nella sua abitazione, in provincia di Verona, ha portato al sequestro di una stanza adibita a studio medico, di una dozzina di fiale di botulino, di una Hyaluronic Pen con aghi pronti all’uso e di farmaci anestetici non approvati dall’Aifa. Sono stati inoltre trovati un’apparecchiatura per centrifugare il sangue e materiali destinati a trattamenti basati sulla reiniezione di plasma concentrato, proposti per la rigenerazione dei tessuti. Gli accertamenti hanno evidenziato anche gravi irregolarità igieniche e strutturali.

Oltre cento trattamenti potenziali: quali sono i rischi?

L’esame delle agende degli appuntamenti, della documentazione contabile e dei prodotti sequestrati ha consentito agli investigatori di ricostruire una potenziale attività riconducibile a oltre cento trattamenti estetici. Si tratta di prestazioni potenzialmente programmate o riconducibili all’attività investigata: il dato non equivale necessariamente a oltre cento interventi effettivamente eseguiti.

Il caso richiama l’attenzione sui rischi legati a iniezioni effettuate da persone prive delle competenze necessarie e con prodotti di provenienza incerta. La tossina botulinica è un farmaco che richiede una valutazione medica e un impiego appropriato; i filler iniettabili, invece, sono prodotti il cui utilizzo deve rispettare le indicazioni previste e le competenze professionali richieste. Un prodotto contraffatto, non autorizzato o conservato in condizioni inadeguate può comportare rischi aggiuntivi.

Anche una procedura presentata come semplice o poco invasiva può provocare complicanze. Nel caso dei filler, per esempio, possono verificarsi infezioni, reazioni infiammatorie e, in circostanze rare ma gravi, occlusioni vascolari con danni ai tessuti. Per questo la sicurezza non dipende soltanto dalla sostanza utilizzata, ma anche dalla preparazione di chi esegue il trattamento, dalla valutazione preliminare del paziente e dalla capacità di riconoscere e gestire tempestivamente eventuali effetti avversi.

Medicina estetica, come scegliere un professionista affidabile

I social network sono diventati uno dei principali canali attraverso cui vengono pubblicizzati trattamenti estetici, ma un profilo curato, molte recensioni o fotografie del prima e dopo non costituiscono una garanzia di competenza. Prima di prenotare, è importante verificare l’identità e le qualifiche del professionista.

Il primo controllo è l’iscrizione all’Ordine dei medici. Attraverso il portale della Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (FNOMCeO) è possibile cercare il professionista per nome e cognome e verificare la sua posizione. È opportuno chiedere anche quale formazione specifica abbia seguito in medicina estetica e quale esperienza abbia maturato nel trattamento che si intende effettuare.

In Italia la medicina estetica non corrisponde a una specializzazione universitaria autonoma: per questo, oltre all’abilitazione e all’iscrizione all’Ordine, è importante valutare il percorso formativo pertinente alla procedura richiesta. Per gli interventi chirurgici estetici, invece, è fondamentale rivolgersi a uno specialista in chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica e verificare che la struttura sia adeguata e autorizzata per l’intervento.

Anche la prima visita è un momento decisivo. Un professionista serio raccoglie informazioni sulla salute del paziente, valuta indicazioni e controindicazioni, spiega i benefici attesi e i possibili rischi e illustra le alternative. Deve inoltre fornire un consenso informato prima del trattamento e rispondere alle domande senza minimizzare le complicanze o promettere risultati garantiti.

I campanelli d’allarme

Offerte a tempo, sconti particolarmente aggressivi, appuntamenti organizzati in abitazioni private o in ambienti non chiaramente identificabili come strutture sanitarie devono indurre alla prudenza. Il prezzo, da solo, non dimostra che un trattamento sia insicuro, ma una tariffa insolitamente bassa può essere un motivo per chiedere chiarimenti su prodotti, materiali, ambiente e competenze di chi esegue la procedura.

Prima di un’iniezione è legittimo domandare quale prodotto verrà utilizzato, verificarne la tracciabilità e chiedere informazioni sulla gestione di eventuali complicanze. Per i filler iniettabili, il Ministero della Salute ricorda che si tratta di prodotti destinati all’utilizzo da parte di professionisti sanitari qualificati e non all’autosomministrazione. La vendita o la disponibilità online, quindi, non significa che possano essere impiegati liberamente da chiunque.

È altrettanto importante diffidare di chi propone procedure senza una valutazione preliminare, non chiarisce le qualifiche professionali o invita a evitare i normali percorsi sanitari. Un ambiente pulito, da solo, non basta a certificare la sicurezza: servono competenze, prodotti appropriati, procedure igieniche e strumenti adeguati per affrontare eventuali emergenze..

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