Giornata europea dei Caregiver, in Italia 12 milioni di persone assistono gratis un familiare

Sono oltre 12 milioni gli adulti in Italia, detti caregiver, che prestano gratuitamente aiuto a familiari, parenti, amici o vicini. Di questi, 4,4 milioni vivono con la persona assistita e svolgono un’attività di cura che può occupare una parte consistente della settimana. Numeri che raccontano un vero e proprio esercito invisibile del welfare e che tornano al centro dell’attenzione oggi, 6 ottobre, in occasione della Giornata europea del caregiver.

Chi sono i caregiver e cosa fanno

Il termine indica chi presta assistenza non professionale a una persona che ha bisogno di aiuto. Si va dall’accompagnamento alle visite e dalla gestione delle pratiche burocratiche alla preparazione dei pasti, dalle faccende domestiche all’assistenza nelle attività quotidiane e, in alcuni casi, alla gestione delle terapie. Secondo Istat, le donne sono più coinvolte degli uomini: presta questo tipo di aiuto il 21,7% delle donne contro il 17% degli uomini. Tra i caregiver familiari conviventi, inoltre, l’impegno può superare le 20 ore settimanali.

Il rischio di diventare il “secondo paziente”

Dietro l’assistenza quotidiana c’è spesso un carico fisico, psicologico ed economico che può protrarsi per anni. Nel caso delle persone malate di tumore, per esempio, il caregiver deve frequentemente riorganizzare la vita familiare, gestire terapie a domicilio e affrontare insieme al proprio caro l’incertezza legata alla malattia. «Chi assiste rischia spesso di diventare il secondo paziente», sottolinea Massimo Aglietta, coordinatore della Rete Oncologica del Piemonte e della Valle d’Aosta. Per questo cresce l’attenzione verso servizi di sostegno psicologico, prevenzione dello stress e interventi di sollievo dedicati anche a chi cura.

Caregiver, cosa può cambiare con la nuova legge

Dopo anni di discussioni, il riconoscimento giuridico della figura del caregiver è nuovamente al centro dell’attività parlamentare. Il disegno di legge in esame alla Camera introduce una definizione normativa del caregiver familiare e prevede diversi profili in base all’intensità dell’assistenza prestata, misurata anche attraverso il carico di cura settimanale. Il testo interviene inoltre sulla conciliazione tra assistenza, lavoro e studio. L’obiettivo è passare dal riconoscimento del valore sociale del caregiver a un sistema più strutturato di diritti, tutele e sostegni, in un Paese che invecchia e nel quale una quota crescente dell’assistenza continua a dipendere dalle famiglie

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