In Italia carenze in aumento
La carenza di farmaci continua a rappresentare un problema serio in tutta Europa. Nel 2025 quasi tutti i Paesi dell’Unione Europea hanno segnalato difficoltà nella disponibilità di medicinali e in circa un terzo degli Stati la mancanza ha riguardato oltre 600 farmaci, mentre nell’11% dei casi i prodotti irreperibili hanno superato addirittura quota mille.
Il rapporto PGEU
A evidenziarlo è un rapporto del Pharmaceutical Group of the European Union (PGEU), l’organizzazione che riunisce le principali associazioni dei farmacisti europei. Secondo il documento, la scarsità di medicinali non può più essere considerata un evento sporadico, ma ormai rappresenta un problema strutturale della catena di approvvigionamento farmaceutica.
Il presidente del PGEU, Mikołaj Konstanty, ha spiegato come la situazione sia diventata ormai cronica: la disponibilità dei farmaci si è stabilizzata, ma su livelli ancora troppo elevati di carenza. Non si tratta più di episodi isolati, ma di una pressione costante che pesa su pazienti, farmacisti e sistemi sanitari.
Lo studio ha analizzato i dati provenienti da 27 Paesi europei, oltre a quelli dell’area della European Free Trade Association (EFTA). I risultati mostrano che nel 70% degli Stati europei la situazione non è migliorata, mentre nel 15% dei casi è addirittura peggiorata.
La situazione dell’Italia
Tra i Paesi in cui il problema è cresciuto c’è anche l’Italia: nel nostro Paese gli episodi di mancanza di farmaci sono aumentati del 4,8% rispetto all’anno precedente.
Le carenze hanno colpito soprattutto alcuni ambiti terapeutici specifici. In particolare, risultano difficili da reperire diversi medicinali utilizzati per disturbi gastrointestinali e metabolici, oltre a quelli destinati alle patologie del sistema nervoso. Subito dopo vengono i farmaci per malattie cardiovascolari e tumori.
Alcuni dei casi più critici tra i farmaci
Tra i casi più critici figurano inoltre carenze prolungate di alcuni medicinali per ADHD, di antipsicotici, di farmaci oncologici, di insuline e anche di alcuni dei più recenti trattamenti contro l’obesità. In diversi Paesi, inoltre, sono risultati difficili da trovare persino alcuni medicinali inclusi nella lista dei farmaci essenziali dell’Unione Europea.
Le conseguenze per i pazienti possono essere importanti. Oltre ai disagi nel reperire i medicinali, in alcuni casi si rischia l’interruzione delle terapie o la necessità di ridurre i dosaggi. Questo può aumentare il rischio di errori terapeutici o di effetti collaterali, oltre a costringere i pazienti a ricorrere ad alternative spesso più costose.

