Si è conclusa COP26, la 26a Conferenza delle Parti sul cambiamento climatico delle Nazioni Unite, che ha visto impegnati i grandi della terra per trovare una strategia comune per affrontare la crisi climatica. Ecco perché l’emergenza ambientale dovrebbe starci più a cuore.

L’impegno della comunità sanitaria per il clima

Un pianeta in buona salute è una garanzia (anche) per la salute di ognuno di noi e, ancor di più, delle generazioni future. La comunità sanitaria di tutto il mondo, composta da trecento organizzazioni che rappresentano almeno 45 milioni di medici e operatori sanitari, ha firmato una lettera indirizzata ai leader nazionali e alle delegazioni dei paesi della COP 26, chiedendo un’azione reale per affrontare la crisi climatica. Tra le richieste, costruire sistemi sanitari resilienti al clima, a basse emissioni di carbonio e sostenibili. Inoltre, lo sguardo è rivolto al futuro: nella lettera si chiede anche di garantire che gli investimenti per la ripresa dalla pandemia sostengano l’azione per il clima e riducano le disuguaglianze sociali e sanitarie.

Prevenzione e clima: quale legame?

Un ampio corpus di lavori evidenzia un chiaro legame tra cambiamento climatico e salute. Gli impatti dei cambiamenti climatici sulla salute possono essere diretti, relativi principalmente ai cambiamenti nella frequenza di condizioni meteorologiche estreme (come ondate di calore, siccità, incendi, inondazioni o tempeste) e indiretti, attraverso cambiamenti sugli ecosistemi (ad esempio, malattie e inquinamento atmosferico) e attraverso effetti mediati dai sistemi umani (come impatti occupazionali, denutrizione, salute mentale, ma anche migrazioni e conflitti). Ad esempio, la riduzione delle emissioni riduce l’inquinamento atmosferico e di conseguenza le malattie respiratorie. Insomma, la risposta ai cambiamenti climatici può portare immensi benefici per la salute umana, con aria più pulita, diete più sane, città più vivibili e può ridurre i fattori di rischio di future malattie infettive.

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Benessere e ambiente, il binomio per la salute

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) definisce la salute uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale rendendo inscindibile il binomio ambiente/salute. L’OMS stima che nel mondo 1 caso di morte su 4 sia attribuibile a fattori ambientali che contribuiscono a un ampio spettro di malattie e infermità con effetti maggiori su bambini e anziani, fasce vulnerabili della popolazione. L’Istituto Superiore di Sanità (ISS) è in prima linea per identificare e promuovere adeguate strategie per prevenire il rischio d’insorgenza di malattie dovute a fattori ambientali (qualità dell’acqua, del suolo, dell’aria e degli ambienti indoor, gestione dei rifiuti, ecc). E deve farlo in fretta: il cambiamento climatico, spiegano gli esperti, minaccia di minare gli ultimi 50 anni di progressi nello sviluppo della salute pubblica.