Broncopneumopatia: “Troppe diagnosi tardive, serve intervenire subito”
“Occorre investire davvero nella medicina di prossimità, semplificare i percorsi assistenziali, potenziare le attrezzature diagnostiche negli ambulatori dei medici di famiglia e valorizzarne pienamente le competenze. Solo così sarà possibile ottenere diagnosi più precoci e terapie tempestive, mirate e personalizzate”, afferma Alessandro Rossi, presidente della SIMG.
La Società Italiana dei Medici di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG) accende i riflettori sull’aumento delle patologie respiratorie croniche, in particolare la Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO) e l’asma cronica, due condizioni molto diffuse e altamente invalidanti, che però continuano a essere ampiamente sottovalutate. L’allarme emerge durante il 42° Congresso Nazionale in corso a Firenze fino al 29 novembre.
Broncopneumopatia: numeri in crescita e casi nascosti
Secondo gli ultimi dati ISTAT, la broncopneumopatia colpisce il 5,6% degli adulti – circa 3,5 milioni di persone – ed è responsabile di oltre la metà dei decessi legati alle malattie respiratorie. Si tratta quindi di una delle principali cause di morbosità e di utilizzo delle risorse sanitarie.
Ma c’è un aspetto critico che la SIMG evidenzia: la diagnosi arriva spesso troppo tardi. Molti pazienti scoprono la malattia solo quando è in fase avanzata, a volte durante un ricovero per una riacutizzazione, mentre i primi segnali – spesso blandi o intermittenti – passano inosservati.
“Il vero problema è il sommerso, perché individuare la malattia tempestivamente può cambiarne radicalmente l’evoluzione – spiega Andrea Zanché, responsabile SIMG per l’Area Cronicità – Riconoscere sintomi come tosse persistente, catarro cronico, mancanza di fiato o ridotta capacità di sforzo permette di rallentare la progressione e migliorare la qualità della vita”.
Il ruolo centrale della medicina generale
I medici di famiglia rappresentano il primo presidio per intercettare le malattie respiratorie croniche, grazie al contatto diretto e continuativo con i pazienti e alla conoscenza dei loro bisogni complessivi. Questo permette una gestione integrata, che tenga conto delle comorbidità e del maggiore rischio di complicanze infettive. Fondamentale, in questo senso, è la prevenzione vaccinale: influenza, pneumococco, Herpes Zoster e Covid-19 restano strumenti decisivi per ridurre ricoveri e aggravamenti.
“Attraverso la ricerca attiva dei pazienti a rischio, un’anamnesi accurata e semplici strumenti di screening, il medico di famiglia può individuare precocemente i soggetti più vulnerabili – aggiunge Zanché – La spirometria, esame rapido e non invasivo, è essenziale per riconoscere la malattia nelle prime fasi. Avere strumenti diagnostici adeguati in ambulatorio permette di iniziare subito terapie mirate e prevenzioni efficaci, riducendo in modo significativo riacutizzazioni e ospedalizzazioni”.
Semplificare l’accesso alle terapie inalatorie: l’appello della SIMG
La SIMG segnala anche l’urgenza di superare le attuali limitazioni prescrittive per i farmaci inalatori destinati a BPCO e asma. Le regole, variabili da una Regione all’altra, possono ritardare l’inizio di cure che la letteratura indica come fondamentali già dalle prime fasi della malattia.
“Una burocrazia eccessiva rischia di ostacolare terapie che dovrebbero essere immediate – osserva Rossi – Il medico di famiglia deve poter gestire in modo completo e appropriato il trattamento, in collaborazione con gli pneumologi, evitando disparità nell’accesso alle cure e migliorando l’aderenza dei pazienti”.
Rossi ribadisce che “un modello territoriale multiprofessionale, proattivo e integrato può individuare la malattia molto prima e garantire continuità assistenziale. Per riuscirci, è indispensabile investire sulla prossimità, semplificare i percorsi clinici e potenziare gli strumenti diagnostici presenti negli studi dei medici di famiglia. Ne deriverebbero diagnosi più rapide e cure personalizzate e tempestive”.
Quattromila medici di famiglia riuniti a Firenze
La gestione della BPCO e delle malattie respiratorie è uno dei temi principali del 42° Congresso Nazionale della SIMG, che si è svolto a Firenze, alla Fortezza da Basso, fino al 29 novembre.
Accanto ai panel scientifici dedicati ai temi cruciali della Medicina Generale, ci sono stati incontri con rappresentanti delle istituzioni e associazioni dei pazienti come AMICI, APMARR e APIC. Sul fronte formativo, iniziative quali SIMG Academy, SIMG Lab Village, “SIMG discute di…” e il Case Lab hanno offerto ai giovani medici occasioni concrete per confrontarsi e sperimentare le diverse realtà della professione.

