Mano operata per artrosi, Dott. Merello: “Perché la riabilitazione è fondamentale per tornare a usarla”

Dopo un intervento chirurgico alla mano, il recupero non finisce in sala operatoria. Esercizi mirati, tempi rispettati e tutori realizzati su misura aiutano a recuperare movimento e funzionalità. Il dottor Antonio Merello, Chirurgo della mano, spiega perché la riabilitazione specialistica è parte integrante del trattamento.

Dopo l’intervento, comincia una fase decisiva

Quando si interviene chirurgicamente sulla mano per una patologia artrosica, l’attenzione si concentra spesso sull’operazione e sulla risoluzione del dolore. Ma il percorso di cura non termina con la ricostruzione articolare: è proprio nella fase postoperatoria che si costruiscono le condizioni per recuperare, gradualmente, il movimento e la capacità di svolgere le attività quotidiane.

“Anche quando si tratta di un intervento di basso impatto chirurgico, parliamo comunque di una procedura particolarmente delicata dal punto di vista della ricostruzione articolare”, spiega il dottor Merello. “Per questo dobbiamo prevedere una riabilitazione accurata e precisa, che negli interventi eseguiti per queste patologie è estremamente importante”.

La mano, infatti, è una struttura complessa: articolazioni, tendini, legamenti, muscoli e nervi lavorano in modo coordinato per consentire gesti apparentemente semplici, come afferrare un oggetto, abbottonarsi una camicia o scrivere. Dopo un intervento, dolore, gonfiore e immobilizzazione possono limitare temporaneamente questa coordinazione. La riabilitazione serve a recuperarla, proteggendo al tempo stesso le strutture coinvolte nella chirurgia.

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Dott. Antonio Merello, Chirurgo della mano

Perché serve uno specialista nella riabilitazione della mano

Non esiste un unico programma valido per tutti. Il percorso dipende dalla patologia trattata, dalla tecnica chirurgica utilizzata, dalle condizioni dell’articolazione e dalle caratteristiche del paziente. Per questo, come sottolinea Merlelo, è importante affidarsi a uno specialista nella riabilitazione della mano, capace di seguire protocolli specifici e di adattarli alle diverse fasi del recupero.

Il lavoro riabilitativo può comprendere esercizi per recuperare gradualmente l’ampiezza del movimento, attività per migliorare la mobilità e, quando consentito, il rinforzo muscolare. Si lavora inoltre sulla gestione del gonfiore, sulla sensibilità e sulla cicatrice, con l’obiettivo di favorire il ritorno alla funzione senza sollecitare prematuramente l’articolazione operata.

Un aspetto fondamentale riguarda il rispetto dei tempi. Iniziare a muovere la mano troppo presto o, al contrario, mantenerla immobilizzata più a lungo del necessario può compromettere il recupero. Il programma deve quindi bilanciare protezione e mobilizzazione, seguendo le indicazioni del chirurgo e del terapista.

Tutori e splint su misura: un aiuto durante la vita quotidiana

Tra gli strumenti utilizzati nella riabilitazione ci sono i tutori, chiamati anche splint, che possono essere realizzati direttamente sul paziente. “Ci sono supporti che possono essere costruiti su misura, il più delle volte in materiale termoplastico, e che aiutano il recupero funzionale e soprattutto la vita nel periodo postchirurgico”, spiega il dottor Merello.

Questi dispositivi hanno una funzione sia protettiva sia pratica. Possono mantenere l’articolazione nella posizione indicata, limitare alcuni movimenti durante la fase di guarigione e consentire di utilizzare la mano in modo più sicuro nelle attività compatibili con il recupero. La loro conformazione viene adattata alla persona e alla specifica procedura chirurgica: non sono quindi semplici supporti standard, ma strumenti che devono rispondere a precise esigenze funzionali.

La scelta del tutore, la posizione in cui mantenere la mano e il numero di ore di utilizzo dipendono dall’intervento e dalla fase riabilitativa. Anche questi aspetti vengono rivalutati nel tempo, per accompagnare il passaggio dalla protezione iniziale al recupero progressivo del movimento.

L’obiettivo è recuperare autonomia e qualità della vita

Il risultato di un intervento alla mano non si misura soltanto dalla ricostruzione dell’articolazione o dalla riduzione del dolore, ma anche dalla possibilità di tornare a utilizzare la mano nella vita di tutti i giorni. Aprire una bottiglia, impugnare le posate, vestirsi, lavorare o dedicarsi ai propri hobby sono gesti che richiedono precisione, forza e coordinazione.

La riabilitazione accompagna il paziente in questo percorso, riducendo le limitazioni temporanee legate all’intervento e aiutando a recuperare progressivamente le capacità funzionali. «Il tutore e il lavoro riabilitativo contribuiscono ad alleggerire la limitazione funzionale causata dall’intervento chirurgico», conclude Merlelo.

È un passaggio che non va considerato accessorio: la chirurgia affronta il problema articolare, mentre la riabilitazione aiuta la mano a ritrovare la propria funzione. Per questo la collaborazione tra chirurgo e specialista della riabilitazione, insieme alla partecipazione attiva del paziente, rappresenta una componente essenziale del percorso di cura.

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