L’intelligenza artificiale entra sempre più nel percorso di cura: dalla prevenzione alla diagnosi, dal monitoraggio alla scelta del trattamento. È questo uno dei temi al centro dell’European HealthTech Forum 2026, in programma l’1 e 2 ottobre al Centro de Arte de Alcobendas, a Madrid, dove ospedali, aziende, startup, istituzioni e professionisti della salute si confrontano sull’adozione concreta delle nuove tecnologie. Tra i temi affrontati, la medicina personalizzata, i dati sanitari, l’AI clinica e i dispositivi medici intelligenti.
Dalla diagnosi alla medicina personalizzata
L’obiettivo non è soltanto utilizzare algoritmi per analizzare più rapidamente una grande quantità di informazioni. La prospettiva è costruire un modello di assistenza capace di adattarsi sempre di più alle caratteristiche del singolo paziente. Per la Commissione europea, la medicina personalizzata consiste proprio nel definire strategie di prevenzione e trattamento sulla base di elementi come profilo genetico, caratteristiche individuali, immagini diagnostiche e dati sullo stile di vita, così da individuare la strategia terapeutica più adatta alla persona e al momento giusto.
Il ruolo dei dispositivi intelligenti
In questo scenario cambiano anche gli strumenti utilizzati nella pratica clinica. Sensori, dispositivi connessi, sistemi di monitoraggio a distanza e tecnologie capaci di combinare dati clinici e machine learning possono contribuire a seguire il paziente in modo più continuo, generando informazioni utili per la prevenzione, la diagnosi e le decisioni terapeutiche. Al Forum di Madrid, tra gli esempi discussi, ci sono anche l’uso dell’AI nell’analisi delle immagini mediche, la telemedicina e i dispositivi connessi.
Perché questa trasformazione diventi realtà, però, non basta avere algoritmi sempre più sofisticati. Servono dati accessibili, interoperabili e utilizzabili in sicurezza. È una delle ragioni per cui l’Unione europea sta costruendo lo European Health Data Space (EHDS), lo Spazio europeo dei dati sanitari: un quadro comune destinato a facilitare l’accesso e lo scambio dei dati sanitari elettronici, ma anche il loro riutilizzo per ricerca, innovazione e politiche sanitarie. L’attuazione sarà graduale: dal 2029 è previsto lo scambio transfrontaliero delle prime categorie prioritarie, mentre dal 2031 dovrebbe diventare operativo anche quello relativo, tra gli altri, a immagini mediche e risultati di laboratorio.
Dalla sperimentazione all’uso negli ospedali
La sfida, quindi, non è più soltanto dimostrare che una tecnologia funziona, ma riuscire a portarla nella pratica quotidiana. È proprio il passaggio dalla sperimentazione all’adozione uno dei temi centrali dell’European HealthTech Forum, che riunisce ospedali, industria, startup, investitori e istituzioni. Anche l’Unione europea sta lavorando in questa direzione: nel 2026 è stata avviata la rete dei centri europei di screening potenziati dall’AI, con l’obiettivo di favorire la validazione clinica in condizioni reali di soluzioni dedicate alla prevenzione, alla diagnosi precoce e allo screening di tumori e malattie cardiovascolari.
La medicina del futuro, dunque, potrebbe essere sempre meno legata a un singolo esame o a una singola visita e sempre più costruita sull’integrazione di informazioni diverse: dati clinici, immagini, genetica, parametri rilevati dai dispositivi e informazioni raccolte nel tempo. Ma l’innovazione dovrà procedere insieme a sicurezza, interoperabilità, valutazione clinica e tutela dei dati. Anche per l’AI utilizzata in ambito sanitario, infatti, il quadro europeo prevede requisiti specifici per gli impieghi considerati ad alto rischio.

