A Serravalle di Ala apre un sito da 14.000 metri quadrati dedicato a sviluppo e produzione della componente più critica delle tecnologie a idrogeno, la membrana catalizzata MEA. Insieme al nascente Polo di Rovereto legato a FBK, il Trentino punta a diventare un ecosistema dell’industria energetica fondato su 100 milioni di euro di investimenti.
È stato inaugurato a Serravalle di Ala, in provincia di Trento, il nuovo polo industriale di UFI Hydrogen, società del Gruppo UFI Filters nata nel 2023 per portare sul mercato una tecnologia nata sette anni prima nei laboratori di ricerca del gruppo. Il sito, già operativo dal 2025, occupa 14.000 metri quadrati e riunisce sotto lo stesso tetto ricerca, prototipazione e produzione delle MEA, il componente chiave di elettrolizzatori e celle a combustibile.
Il piano di sviluppo prevede 50 milioni di euro di investimenti entro il 2029 e circa 100 nuovi posti di lavoro, mentre a pochi chilometri di distanza il nascente Polo Idrogeno di Rovereto, sviluppato con la Fondazione Bruno Kessler, porterà la dotazione complessiva del territorio trentino a circa 40.000 metri quadrati e 100 milioni di euro di investimenti.
Idrogeno dall’acqua grazie a un ‘chip’
Al centro di tutto c’è la MEA, la Membrane Electrode Assembly: la membrana catalizzata in cui avviene la reazione chimica che, a seconda della direzione in cui la si fa girare, scompone l’acqua in idrogeno oppure trasforma l’idrogeno in energia elettrica.
“La MEA è il chip dell’elettrochimica: una tecnologia strategica sulla quale stiamo costruendo una piattaforma italiana ed europea per l’idrogeno e le fuel cell”, ha spiegato il CEO di UFI Hydrogen Marco Lazzaroni, sottolineando come “la sfida è sviluppare tecnologie innovative capaci di rendere disponibile nuova capacità energetica in modo affidabile, programmabile e resiliente” per settori che vanno dai data center alla robotica, fino al trasporto pesante. Un posizionamento che vale anche a livello europeo: UFI Hydrogen è l’unica azienda italiana selezionata nell’IPCEI Hy2Move, il grande progetto comunitario sulla mobilità a idrogeno, con un finanziamento fino a 22 milioni di euro per l’industrializzazione delle MEA di nuova generazione.
Navi, camion e aerei ‘ad acqua’
A raccontare la concretezza delle applicazioni è stato Giorgio Girondi, presidente di UFI Hydrogen e del Gruppo UFI Filters: “Le applicazioni non appartengono più soltanto al futuro: stanno già diventando realtà. Fincantieri ha recentemente varato Viking Libra, una nave da crociera che integra un sistema a celle a combustibile alimentato a idrogeno, mentre nell’aviazione sono già in corso importanti programmi per sviluppare sistemi di propulsione a idrogeno. Anche nel trasporto pesante camion a celle a combustibile stanno entrando progressivamente in sperimentazione e in utilizzo sulle strade europee.” Un ragionamento che parte, letteralmente, dall’origine di tutto: “Tutto parte dall’acqua, l’elemento più semplice e vitale. Dall’acqua ricaviamo idrogeno e ossigeno e, attraverso l’idrogeno, possiamo nuovamente produrre energia.”
L’ ecosistema guarda a Roma e Bruxelles
L’inaugurazione ha richiamato un lungo elenco di rappresentanti istituzionali, segno di quanto il dossier idrogeno sia oggi al centro delle strategie energetiche nazionali. Per il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, “l’idrogeno può svolgere un ruolo importante per la sicurezza energetica e per la decarbonizzazione dei settori industriali più difficili da riconvertire“.
Il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, ha rivendicato la scelta di puntare sul settore: “Questa realtà dimostra la capacità del nostro territorio di attrarre investimenti, competenze e professionalità, generando nuove opportunità di crescita e occupazione.” Dello stesso avviso, da Bruxelles, Joanna Drake della Commissione europea, che ha inquadrato il progetto trentino in una cornice più ampia: “L’idrogeno riveste un ruolo fondamentale nella decarbonizzazione dell’industria europea […] Attraverso il partenariato Clean Hydrogen sono già stati impegnati circa 900 milioni di euro per progetti lungo l’intera catena del valore.”
Una lunga strada
Tra membrane catalizzate, navi da crociera e finanziamenti europei da centinaia di milioni, il nuovo polo di Serravalle di Ala racconta una storia che parte da un laboratorio del 2017 e arriva oggi a una fabbrica vera, con operai, showroom e commesse internazionali. Resta da vedere se il Trentino riuscirà davvero a trasformarsi nel punto di riferimento europeo per queste tecnologie, come promettono i tanti interventi istituzionali, o se resterà un caso isolato in un settore, quello dell’idrogeno verde, ancora alla ricerca della sua scala industriale definitiva.

