Il rappresentante della Sem Group di Chiarano si era ripreso da un coma legato alla malattia oncologica scoperta a luglio, e aveva festeggiato con una cena tra amici e familiari poco prima di morire nella notte
Gorgo al Monticano, in provincia di Treviso, piange la scomparsa di Renzo Mattiuzzo. Il 58enne, rappresentante della Sem Group di Chiarano, è morto nella notte tra domenica e lunedì 14 settembre poche ore dopo essere rientrato a casa da una cena organizzata per festeggiare il suo inatteso risveglio da un coma. La notizia ha suscitato incredulità in un paese che solo pochi giorni prima aveva accolto con sollievo il miglioramento delle sue condizioni.
L’origine del male era stato individuato lo scorso luglio, dopo che l’uomo aveva accusato per settimane forti mal di testa che non accennavano a passare: i conseguenti esami avevano rivelato una grave malattia oncologica. Nel giro di pochi mesi, tra l’estate e l’inizio dell’autunno, le sue condizioni si erano progressivamente aggravate, fino al ricovero nel reparto di medicina dell’ospedale di Oderzo. Nella settimana precedente la morte, il peggioramento lo aveva fatto cadere in coma; il risveglio, arrivato in modo inatteso, aveva sorpreso sia il personale sanitario sia la famiglia, restituendo a tutti, dopo settimane di apprensione, un momento di autentico sollievo.
Per festeggiare quella ripresa, lo scorso fine settimana Renzo aveva voluto organizzare una cena in una pizzeria della zona insieme agli amici e ai familiari che gli erano stati vicini durante la malattia: un modo per ritrovarsi tutti insieme e ringraziare chi lo aveva sostenuto nei momenti più difficili. Rientrato a casa, che condivideva con la compagna Cristina, l’uomo è morto nel corso della notte tra domenica e lunedì, lasciando la comunità sotto shock per un epilogo improvviso, arrivato proprio nelle ore in cui sembrava essersi aperto uno spiraglio di speranza.
Appassionato di pesca e tifoso dell’Inter, Renzo era conosciuto in paese per il carattere solare e la propensione a scherzare e stare in compagnia. Anche dopo la diagnosi ricevuta in estate, secondo quanto raccontano familiari e conoscenti, non si era mai lasciato abbattere, mantenendo lo stesso atteggiamento positivo fino agli ultimi giorni della sua vita. Proprio questo spirito, ricordano quanti lo conoscevano, lo aveva spinto a voler festeggiare subito la ripresa insieme alle persone che gli erano più care.
Lascia la madre Francesca, la compagna Cristina, il fratello Roberto con Theoni e Sofia, oltre alle famiglie Borgolotto e Saccon e a numerosi parenti e amici. Nei giorni successivi al lutto, la comunità di Gorgo al Monticano ha voluto stringersi attorno ai familiari, colpita da una vicenda che in pochi giorni è passata dalla speranza al dolore.
Le offerte raccolte durante il rito funebre sono state destinate a opere di bene, come la famiglia ha indicato fosse anche il desiderio dello stesso Renzo: un ultimo gesto di generosità in linea con il modo in cui, secondo chi lo conosceva, aveva sempre affrontato i rapporti con gli altri.

