Nel debutto nella League Phase di Champions League (terminato 1-0 per gli inglesi) gli azzurri hanno infatti dovuto fare i conti anche con l’infortunio di Alex Meret. Il portiere ha accusato un dolore nella regione degli adduttori già nelle prime battute della gara, riuscendo comunque a completare il primo tempo. Dopo l’intervallo, però, è rimasto negli spogliatoi. La sconfitta contro l’Arsenal lascia al Napoli un’eredità pesante, che va oltre il risultato.
Il fastidio comparso già nel primo tempo
Il problema si è manifestato precocemente e ha interessato la muscolatura adduttoria della coscia, un distretto anatomico particolarmente sollecitato anche nei movimenti laterali e nelle rapide aperture dell’arto inferiore tipiche del ruolo del portiere. Meret ha inizialmente scelto di proseguire, monitorando la situazione con lo staff medico. Una decisione comprensibile anche alla luce dell’andamento della sua prestazione: nonostante il fastidio, il numero uno del Napoli è rimasto pienamente coinvolto nella partita e ha effettuato almeno un intervento di grande rilievo, opponendosi da distanza ravvicinata a un colpo di testa di Mikel Merino. Nel frattempo, però, dalla panchina Milinkovic-Savic aveva già iniziato il riscaldamento. Un segnale che il problema non era stato sottovalutato e che lo staff stava preparando un’eventuale sostituzione.
Perché Meret non è rientrato in campo
La decisione è arrivata nell’intervallo. Il portiere non è tornato sul terreno di gioco e Allegri ha affidato la porta a Milinkovic-Savic per tutta la ripresa. Non si è quindi trattato di una scelta tecnica, ma di una misura precauzionale legata alla sintomatologia muscolare. Evitare di sottoporre ulteriormente gli adduttori a sollecitazioni dopo la comparsa del dolore consente infatti di limitare il rischio che un disturbo inizialmente contenuto possa evolvere in una lesione più significativa.
Il fatto che Meret sia riuscito a terminare il primo tempo rappresenta un elemento incoraggiante, ma non consente da solo di determinare la gravità dell’infortunio. La tolleranza al dolore e la possibilità di continuare a giocare non sono infatti sufficienti per escludere una lesione delle fibre muscolari.
La diagnosi arriverà con gli esami
Per stabilire l’entità del problema saranno necessari gli accertamenti clinici e strumentali programmati dallo staff medico del Napoli. Sarà soprattutto l’esito degli esami a chiarire se si tratta di un semplice sovraccarico o affaticamento muscolare oppure se è presente una lesione vera e propria a carico del comparto adduttorio.
La distinzione è fondamentale anche sul piano della prognosi. Un affaticamento, in assenza di danni strutturali, può consentire un recupero relativamente rapido attraverso riposo, trattamento fisioterapico e una graduale ripresa del carico. Una lesione muscolare, al contrario, richiederebbe tempi più lunghi e una gestione progressiva dell’attività fisica, con il ritorno in campo subordinato al recupero della forza e della funzionalità dell’arto. Per ora, dunque, non esiste una prognosi ufficiale e qualsiasi indicazione precisa sul numero di giorni di stop sarebbe prematura.
Bologna a rischio: il Napoli non vuole forzare
La prima partita sulla quale si concentrano le attenzioni è Napoli-Bologna. Il breve intervallo tra l’impegno europeo e il successivo appuntamento di campionato rende tutt’altro che scontato il recupero del portiere.
Anche nel caso in cui gli accertamenti dovessero escludere una lesione muscolare importante, lo staff potrebbe comunque scegliere la prudenza. Una completa assenza di dolore, accompagnata da un’adeguata risposta ai test di forza e alle sollecitazioni specifiche del ruolo, sarà infatti necessaria prima di autorizzare il ritorno all’attività agonistica. L’obiettivo sarà evitare una ricaduta o un aggravamento del problema per anticipare di pochi giorni il rientro. In questo senso, la disponibilità di Milinkovic-Savic offre al Napoli la possibilità di non forzare i tempi.
Milinkovic-Savic pronto a sostituirlo
Qualora Meret fosse costretto a saltare il prossimo impegno, sarà dunque il portiere serbo a difendere i pali azzurri. Milinkovic-Savic ha già preso il posto del compagno durante la sfida con l’Arsenal, disputando l’intera seconda frazione.
Il suo ingresso è arrivato in una serata complicata per il Napoli, che ha incassato il gol decisivo al 75′ e ha cominciato la propria avventura europea con una sconfitta. Per Meret, invece, le prossime ore saranno soprattutto dedicate alla diagnosi: capire se il dolore agli adduttori sia il segnale di un semplice affaticamento o di un danno muscolare strutturale sarà il passaggio decisivo per stabilire quando potrà tornare tra i pali. Al momento, quindi, la parola d’ordine è cautela. La diagnosi precederà la prognosi e soltanto dopo gli accertamenti sarà possibile stabilire un calendario realistico per il recupero del portiere azzurro.

