Un intervento chirurgico alla colonna vertebrale che avrebbe dovuto migliorare le sue condizioni si è invece trasformato in un dramma destinato a cambiargli la vita. È quanto accaduto a un uomo di 68 anni che, dopo un’operazione eseguita nel 2018 all’ospedale di Ravenna, è rimasto tetraplegico a causa di una grave infezione contratta durante il ricovero. Ora il Tribunale civile di Ravenna ha condannato la struttura sanitaria al risarcimento di oltre 1,4 milioni di euro, oltre agli interessi, in favore del paziente, della moglie e dei due figli.
La decisione del giudice e la responsabilità dell’ospedale
La decisione porta la firma del giudice Pierpaolo Galante, che ha ritenuto l’ospedale responsabile delle conseguenze riportate dall’uomo dopo l’intervento di decompressione e stabilizzazione della colonna vertebrale con l’inserimento di viti in titanio.
L’operazione risale al dicembre 2018. A pochi giorni dall’intervento, però, il paziente ha iniziato a manifestare le prime complicazioni. Gli accertamenti hanno evidenziato un’infezione provocata dallo Staphylococcus aureus, un batterio particolarmente aggressivo e tra i principali responsabili delle infezioni ospedaliere, capace di causare gravi danni all’organismo.
Le condizioni del paziente dopo l’intervento alla vertebra
Le condizioni del 68enne sono progressivamente peggiorate. Dopo un lungo percorso clinico e quasi due anni di cure, nel 2020 è stato trasferito agli Istituti Clinici Scientifici Maugeri di Sciacca per un programma di riabilitazione. Alla dimissione la diagnosi parlava di tetraparesi secondaria, insufficienza renale e insufficienza epatica.
Secondo quanto emerso nel corso del procedimento, il paziente non presentava alcun segno di infezione prima dell’operazione. Per il tribunale, l’infezione del sito chirurgico è quindi direttamente collegata all’intervento eseguito in ospedale.
La consulenza tecnica ha rilevato delle problematiche
Determinante anche la consulenza tecnica disposta dal giudice, dalla quale è emerso che la struttura sanitaria non è riuscita a dimostrare di aver adottato tutte le misure previste dai protocolli per la prevenzione delle infezioni. Nella documentazione sanitaria, inoltre, mancavano indicazioni sulle modalità di disinfezione del campo operatorio e sulla preparazione del sito chirurgico.
Alla luce di questi elementi, il Tribunale di Ravenna ha riconosciuto la responsabilità della struttura sanitaria, disponendo un risarcimento complessivo di circa 1,4 milioni di euro a favore dell’uomo e dei suoi familiari per i gravissimi danni subiti.

