Si è spento a 58 anni Igor Protti, ex attaccante tra i più amati del calcio italiano. A dare la notizia è stata la famiglia attraverso un commovente messaggio pubblicato sui social, accompagnato dalle parole che lo stesso Protti aveva scelto di lasciare come saluto finale.
«Questo splendido viaggio, come ogni partita, è arrivato al fischio finale», ha scritto l’ex bomber. «L’unica cosa che posso fare è ringraziare la mia grande e meravigliosa famiglia, tutte le persone che mi hanno voluto bene e tutti i tifosi delle squadre nelle quali ho giocato. Sperando che sia un arrivederci e non un addio».
Dietro queste parole si nasconde una lunga e difficile battaglia contro il cancro, affrontata con la stessa determinazione che aveva caratterizzato la sua carriera sportiva.
La diagnosi e l’aggravarsi della malattia
Protti aveva reso pubblica la sua condizione di salute nel luglio scorso, raccontando di aver scoperto la malattia in una fase avanzata. Una diagnosi che aveva profondamente colpito il mondo del calcio e migliaia di tifosi che negli anni avevano imparato ad apprezzarne non solo le qualità sportive, ma soprattutto quelle umane.
Nei mesi successivi il quadro clinico si era ulteriormente complicato. Il tumore, inizialmente individuato in ritardo, si era esteso fino a coinvolgere le vertebre, costringendolo ad affrontare un percorso terapeutico particolarmente impegnativo, tra chemioterapia e radioterapia.
Nonostante la gravità della situazione, Protti aveva scelto di condividere con sincerità il proprio cammino, trasformando la sua esperienza personale in un messaggio di consapevolezza sull’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce.
Una battaglia affrontata con dignità
Durante la malattia non è mai mancato l’affetto di familiari, amici e tifosi. Numerose le manifestazioni di vicinanza ricevute nelle città che hanno segnato la sua carriera, da Livorno a Bari, passando per Rimini e Messina.
Particolarmente toccante fu l’iniziativa dei tifosi livornesi che, nei mesi più difficili delle cure, si radunarono sotto l’ospedale per incoraggiarlo con striscioni e cori. Un gesto che testimoniava il legame profondo costruito negli anni con una comunità che lo aveva adottato come simbolo.
Oltre il campione, l’uomo
Se sul campo resterà nella memoria come uno dei bomber più prolifici degli anni Novanta, capace di conquistare il titolo di capocannoniere della Serie A con il Bari, fuori dal rettangolo di gioco Protti è stato soprattutto un uomo sensibile e impegnato nel sociale.
Negli anni aveva partecipato a iniziative benefiche e progetti dedicati all’inclusione delle persone con disabilità, dimostrando una particolare attenzione verso chi vive situazioni di fragilità.
Forse proprio per questo la sua testimonianza durante la malattia ha colpito così profondamente. Non quella di un ex calciatore famoso, ma quella di una persona che ha affrontato la sofferenza con lucidità, senza nascondere le difficoltà ma senza mai rinunciare alla gratitudine verso chi gli è stato accanto.
Credit Photo: Foto Novi Livorno

