A quasi un anno dal drammatico incidente avvenuto alla scuola elementare De Amicis di Voltri, il padre del bambino precipitato da un terrazzo dell’istituto ha deciso di lanciare un appello alla solidarietà attraverso una raccolta fondi online. L’obiettivo è raccogliere 7 mila euro, cifra necessaria per sostenere le spese mediche e assistenziali richieste dalle condizioni del figlio.
Tragedia di Voltri, le parole del padre del bimbo
«Il 18 settembre 2025 un grave incidente ha cambiato per sempre la vita di mio figlio e della nostra famiglia. Oggi ha bisogno di cure, terapie, assistenza quotidiana e di un lungo percorso riabilitativo. Ogni aiuto, anche piccolo, può fare la differenza», scrive il genitore nella descrizione pubblicata sulla piattaforma GoFundMe.
Il bambino frequentava da pochi giorni il Polo Res, la sezione dell’istituto dedicata agli alunni con bisogni educativi speciali, quando si verificò la caduta che gli causò conseguenze gravissime. Da allora la vita della famiglia è stata completamente stravolta.
«Mi vergogno a chiedere aiuto, ma ne abbiamo davvero bisogno», racconta il padre, che da quel giorno non ha mai lasciato solo il figlio. La raccolta fondi, avviata pochi giorni fa, ha già superato i 1.500 euro, ma la strada per raggiungere il traguardo fissato è ancora lunga.
Le difficoltà quotidiane
Alle difficoltà legate alle cure si aggiungono quelle quotidiane. L’abitazione in cui vive la famiglia non è adeguata alle esigenze di un bambino paraplegico: la carrozzina non entra nell’ascensore e il padre è costretto a trasportare il figlio in braccio ogni volta che deve uscire o rientrare in casa.
Nel frattempo proseguono le indagini della Procura di Genova per fare piena luce sull’accaduto. Dopo gli accertamenti condotti dalla Squadra Mobile, sono dodici le persone finite nel registro degli indagati. Tra queste figurano la dirigente scolastica, alcuni insegnanti della De Amicis e personale dell’istituto precedentemente frequentato dal bambino.
Le ipotesi di reato e indagini in corso
Le ipotesi di reato contestate variano dall’abbandono di minore aggravato dalle lesioni all’omissione di atti d’ufficio. Secondo gli investigatori, la documentazione relativa alle condizioni del bambino, che avrebbe evidenziato la necessità di una sorveglianza costante, non sarebbe stata trasmessa correttamente. Gli accertamenti avrebbero inoltre evidenziato che il piccolo sarebbe rimasto senza supervisione per circa venti minuti.
Il giorno dell’incidente l’insegnante di sostegno era assente per malattia e il bambino era stato affidato a un altro docente e a un’operatrice socio-assistenziale. Entrambi, sentiti dagli inquirenti, hanno dichiarato di aver creduto che il minore fosse in quel momento sotto la vigilanza dell’altro.
Parallelamente, la magistratura ha aperto un ulteriore filone d’indagine sulle condizioni di sicurezza dell’edificio scolastico di via Nicolò da Corte, struttura che ospita complessivamente una trentina di classi, comprese quelle dedicate agli alunni con necessità educative speciali e bisognosi di assistenza continua.

