L’osteopatia entra ufficialmente e in modo definitivo nel Servizio Sanitario Nazionale. Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell’ultimo decreto attuativo previsto dalla Legge 3 del 2018, si chiude infatti il lungo iter normativo che ha portato al pieno riconoscimento della professione sanitaria dell’osteopata.
Il provvedimento pubblicato riguarda l’equipollenza dei titoli e rappresenta l’ultimo tassello di un percorso iniziato anni fa e considerato fondamentale per l’inserimento strutturato della figura professionale nel sistema sanitario italiano.
Le parole del presidente del Registro Osteopati d’Italia
«È una giornata destinata a restare nella storia della nostra professione», ha dichiarato Mauro Longobardi, presidente del Registro Osteopati d’Italia (Roi), sottolineando come la pubblicazione del decreto del 22 maggio 2026 vada oltre il semplice aspetto normativo. «È il traguardo di un percorso costruito nel tempo e il riconoscimento del lavoro e dell’impegno di migliaia di professionisti».
Longobardi ha ripercorso le tappe che hanno portato a questo risultato, ricordando come il processo di regolamentazione abbia preso forma già nel 2014, con l’avvio del confronto istituzionale e le prime audizioni in Senato per chiedere il riconoscimento dell’osteopatia come professione sanitaria autonoma.
Il primo passo legislativo nel 2018
Il passaggio decisivo arrivò nel 2018 con la Legge 3, che ha istituito ufficialmente la figura dell’osteopata. Successivamente sono stati definiti il profilo professionale, le competenze e il percorso universitario abilitante, fino ad arrivare all’ultimo decreto che stabilisce i criteri per il riconoscimento dei titoli già acquisiti e dell’esperienza professionale maturata dagli operatori del settore.
Un passaggio che, secondo il presidente del Roi, rappresenta una scelta necessaria per garantire il futuro della professione e consolidarne il ruolo all’interno del sistema sanitario.
Soddisfazione anche da parte della Federazione nazionale degli Ordini delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione. «Siamo pronti ad accogliere gli osteopati nei nostri Ordini», ha dichiarato il presidente Diego Catania, parlando di un riconoscimento atteso da molti professionisti che negli anni hanno costruito competenze e aspettato il pieno riconoscimento del proprio ruolo.

