Nel nuovo appuntamento con “La cura inizia dall’ascolto”, il format di Qui Salute Magazine in onda su Radio Nostalgia, si è affrontato un tema fondamentale per la salute femminile: lo screening del tumore del collo dell’utero.
Ospite della puntata, il Dott. Paolo Cristoforoni, ginecologo, che ha aiutato a fare chiarezza su termini e sigle che spesso possono generare timore o confusione.
“Siamo abituati a sentire parlare di Pap test – spiega il dottor Cristoforoni – che prende il nome da Papa Nicolao, lo scienziato che lo ideò oltre un secolo fa. È stato uno strumento straordinariamente efficace nella prevenzione del tumore del collo dell’utero, ma oggi lo screening si basa principalmente sul test HPV.”
Il medico ha ricordato come il Papilloma virus (HPV) sia la causa principale del cancro cervicale e come, grazie ai test moderni, sia possibile individuarne la presenza ancor prima che si sviluppino lesioni. “Se il test HPV risulta positivo – continua – si procede con esami di approfondimento, come la colposcopia, che permette di individuare eventuali alterazioni del collo dell’utero. In caso di lesioni, si può eseguire una biopsia e identificare un’altra sigla spesso citata: il CIN, che indica il grado di alterazione cellulare.”
L’importanza dello screening, sottolinea il dottor Cristoforoni, risiede proprio nella prevenzione: “Il tumore del collo dell’utero è l’unico tumore che si può davvero prevenire, non solo diagnosticare precocemente. Riconoscere e trattare le lesioni in tempo consente di evitare che la malattia si sviluppi.”
Un messaggio chiaro e rassicurante, che invita le donne a non temere gli acronimi e gli esami, ma a considerarli strumenti preziosi per la tutela della propria salute.

