La compressione del nervo ulnare – Prof. Mario Igor Rossello

La compressione del nervo ulnare al gomito è la patologia più frequente dopo la compressione del nervo mediano al polso. Si tratta di una condizione che, se non trattata tempestivamente, può compromettere seriamente la funzionalità della mano. Per comprendere meglio i dettagli di questa patologia, abbiamo intervistato il Prof. Mario Igor Rossello, chirurgo della mano di grande esperienza, che ci ha fornito informazioni preziose sulla diagnosi, i sintomi e le opzioni terapeutiche disponibili.

La compressione del nervo ulnare al gomito si manifesta principalmente con formicolio e disturbi motori che interessano il quarto e il quinto dito, specialmente nelle fasi iniziali – spiega il Prof. Rossello -. Se non trattata, la condizione può evolvere e, nelle fasi più avanzate, può portare a una paresi dell’intero gruppo muscolare intrinseco della mano. Questo comporta atteggiamenti tipici, come la cosiddetta ‘mano en griffe’ o ‘mano benedicente’, che limitano gravemente le funzioni della mano“.

“La causa principale di questa patologia risiede nella compressione del nervo ulnare in un canale che abbiamo al gomito, quindi una zona anatomica più alta rispetto al polso e alla mano, e che passa in una doccia che prende il nome di epitrocleo-olecranica”.

Il Prof. Rossello sottolinea che la diagnosi di questa condizione richiede una valutazione accurata attraverso diverse modalità di esame. “La patologia va studiata con attenzione tramite un esame clinico e semiologico, oltre che attraverso un esame strumentale specifico, l’elettronervografia e l’elettromiografia”.

Quando la compressione del nervo raggiunge un aspetto conclamato, è necessario l’intervento chirurgico, il quale consiste nel liberare il nervo dalla compressione all’interno del canale, permettendo così il ripristino della sua funzione“.

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