Dalle emissioni industriali e dal gas prodotto nelle discariche può nascere un carburante per l’aviazione conforme agli standard internazionali. La tecnologia sviluppata da Aether Fuels supera un importante test, ma la sfida ora è produrlo su scala commerciale e a costi competitivi.
Dal gas delle discariche al carburante per volare
Trasformare gas derivati dai rifiuti e anidride carbonica industriale in carburante per aerei: è il risultato annunciato da Aether Fuels, azienda attiva nello sviluppo di combustibili sostenibili. La società ha recentemente comunicato di aver prodotto un carburante sintetico per l’aviazione conforme alle specifiche dello standard internazionale ASTM D7566, grazie a un impianto dimostrativo integrato realizzato in collaborazione con RTI International, in North Carolina, negli Stati Uniti.
Il test rappresenta un passaggio importante per la tecnologia proprietaria Aurora, progettata per convertire carbonio di origine non convenzionale in combustibili liquidi. Il sistema ha una capacità dimostrativa di 2,5 barili al giorno e combina diverse unità di processo con un reattore basato sulla sintesi Fischer-Tropsch. I campioni ottenuti sono stati sottoposti a verifiche indipendenti da parte di AmSpec, che ne ha confermato la conformità ai requisiti applicabili.
La materia prima utilizzata comprendeva gas naturale rinnovabile ottenuto, attraverso un processo di bilanciamento di massa, dal biogas generato in una discarica del Kentucky e anidride carbonica catturata da attività industriali. Il risultato mostra che questi flussi possono essere impiegati per ottenere un combustibile liquido con caratteristiche tecniche adatte all’aviazione, anziché essere destinati esclusivamente ad altri utilizzi.
Che cosa significa la conformità allo standard ASTM
Per capire la portata della notizia bisogna chiarire il ruolo dello standard ASTM D7566. Si tratta di una specifica tecnica internazionale che definisce i requisiti per i carburanti aeronautici contenenti componenti sintetici. Il suo rispetto è essenziale perché il combustibile deve garantire caratteristiche precise in termini di qualità e prestazioni, a tutela della sicurezza dei motori e degli aeromobili.
Nel caso di Aether Fuels, il prodotto rientra nella categoria FT-SPK, cioè cherosene paraffinico sintetizzato attraverso il processo Fischer-Tropsch. Questa tipologia di combustibile è già prevista dallo standard ASTM: una volta rispettati i requisiti di produzione, controllo e miscelazione, può essere combinata con il cherosene convenzionale fino alla percentuale massima autorizzata, attualmente pari al 50% per questo percorso produttivo.
Il vantaggio è concreto: il carburante può essere integrato nella filiera esistente senza dover modificare serbatoi degli aerei, condotte e infrastrutture aeroportuali. Non si tratta, tuttavia, di un’autorizzazione generale a utilizzare qualsiasi combustibile sintetico in qualsiasi proporzione. Ogni tecnologia deve rispettare il percorso di qualificazione previsto e i limiti stabiliti per la specifica tipologia di carburante.
Carburanti sostenibili: perché sono importanti per l’aviazione
Il trasporto aereo è uno dei settori più complessi da decarbonizzare. Per voli di lunga distanza, le batterie oggi disponibili non rappresentano un’alternativa facilmente applicabile agli aerei commerciali tradizionali. Per questo, accanto all’efficienza dei velivoli, all’ottimizzazione delle rotte e allo sviluppo di nuove soluzioni tecnologiche, i carburanti sostenibili per l’aviazione, noti come SAF (Sustainable Aviation Fuels), sono considerati una delle leve per ridurre le emissioni del settore.
I SAF possono essere prodotti a partire da diverse materie prime e attraverso processi differenti: residui e oli usati, biomasse, rifiuti o, nel caso dei combustibili sintetici, combinazioni di fonti di carbonio e idrogeno. Il loro potenziale beneficio climatico dipende però dall’intero ciclo di vita: non basta che il carburante sia sintetico o provenga da un rifiuto per poterlo considerare automaticamente a basse emissioni.
Sono determinanti l’origine dell’energia impiegata, le modalità di cattura e trattamento del carbonio, l’efficienza del processo industriale e le emissioni associate alla filiera. Aether dichiara che i progetti commerciali che intende sviluppare potrebbero ridurre di oltre il 70% le emissioni di gas serra lungo il ciclo di vita rispetto al carburante fossile convenzionale. Si tratta di una stima indicata dall’azienda, che va valutata sulla base delle condizioni produttive effettive e delle relative analisi.
Dal test all’impianto commerciale: la sfida
La produzione dimostrativa è un risultato tecnico, ma non equivale ancora a una disponibilità significativa di carburante sul mercato. L’impianto testato produce infatti volumi limitati, utili a verificare il funzionamento integrato delle tecnologie e la qualità del prodotto. Per incidere davvero sulle emissioni dell’aviazione serviranno impianti più grandi, continuità operativa, approvvigionamenti affidabili e costi competitivi rispetto al cherosene tradizionale.
Il prossimo progetto annunciato da Aether è Project Beacon, una struttura prevista a Singapore con una capacità programmata di 50 barili al giorno, pari a circa 2.000 tonnellate annue. La società punta a utilizzare i dati raccolti nella dimostrazione per progettare e realizzare questo impianto. Secondo le informazioni diffuse, l’avvio delle attività commerciali è previsto nel percorso di sviluppo che guarda al 2028: una prospettiva, non un risultato già raggiunto.
Restano aperti alcuni nodi decisivi per il futuro dei carburanti sintetici: la disponibilità di energia a basse emissioni, l’efficienza della conversione, la capacità di recuperare e utilizzare il carbonio e la sostenibilità economica degli impianti. La crescita della produzione dovrà inoltre procedere insieme alla verifica degli impatti ambientali lungo l’intera filiera.
La sperimentazione di Aether Fuels mostra comunque una direzione promettente: recuperare carbonio da flussi di scarto e trasformarlo in una risorsa per uno dei comparti più difficili da decarbonizzare. La vera svolta non sarà soltanto produrre un carburante conforme agli standard, ma riuscire a farlo su larga scala, con costi sostenibili e benefici climatici dimostrabili.

