Un dolore alla spalla che compare quando si solleva il braccio, una difficoltà nei movimenti o quel fastidio che durante la notte impedisce di trovare una posizione comoda. Sono disturbi molto comuni, spesso sottovalutati o attribuiti genericamente alla cervicale. Ma dietro un dolore persistente possono esserci problemi dei tendini, della cuffia dei rotatori o dell’articolazione che richiedono una valutazione specialistica. A spiegare quali sono i campanelli d’allarme e come affrontare le principali problematiche della spalla è il dottor Davide Pastorino, Chirurgo ortopedico specializzato nel trattamento di spalla e ginocchio.
Dolore alla spalla: quando non è solo un fastidio
“Il dolore alla spalla può avere diverse origini e va sempre interpretato in relazione ai movimenti che lo provocano, alla limitazione funzionale e alla sua durata”, spiega il dottor Pastorino. Tra le problematiche più frequenti c’è il conflitto subacromiale, una condizione nella quale alcuni movimenti possono provocare una compressione delle strutture tendinee della cuffia dei rotatori. A essere interessati possono essere anche i tendini, la borsa e, più in generale, le strutture che consentono alla spalla di muoversi.
Un elemento da non trascurare è anche la modalità con cui compare il dolore. Può irradiarsi lungo il braccio, coinvolgere la zona cervicale o il trapezio e, in alcuni casi, diventare particolarmente fastidioso durante la notte. Proprio il dolore notturno persistente può rappresentare un segnale da approfondire, soprattutto quando si associa a una perdita di forza o a una crescente difficoltà nell’utilizzare il braccio.
La cuffia dei rotatori, in particolare, ha un ruolo fondamentale nei movimenti della spalla e le sue lesioni possono essere legate sia a un trauma sia a processi degenerativi. Non tutte le lesioni, però, provocano necessariamente dolore e non tutte richiedono un intervento chirurgico immediato: la scelta dipende dal tipo e dall’estensione della lesione, dall’età, dall’attività del paziente e dall’impatto dei sintomi sulla vita quotidiana.

I sintomi da non ignorare
Quando il dolore persiste, limita progressivamente i movimenti o rende difficili gesti quotidiani come vestirsi, pettinarsi o sollevare un oggetto, è opportuno rivolgersi allo specialista. Lo stesso vale quando compare una significativa perdita di forza o quando il dolore notturno diventa ricorrente.
“Il primo passaggio è sempre la valutazione clinica”, sottolinea Pastorino. La visita consente infatti di ricostruire la storia del disturbo e valutare forza, mobilità e risposta ai diversi movimenti. Solo successivamente, quando indicato, si ricorre agli esami diagnostici. Radiografia, ecografia e risonanza magnetica possono fornire informazioni differenti e vengono scelti in funzione del sospetto clinico.
Per le lesioni della cuffia dei rotatori, ad esempio, l’esame ortopedico rappresenta un passaggio fondamentale e può essere affiancato da ecografia o risonanza magnetica per definire meglio la condizione dei tendini.
Dalla fisioterapia alla chirurgia: come si cura la spalla
La diagnosi non significa necessariamente arrivare alla sala operatoria. In molti casi il trattamento può essere conservativo e comprendere fisioterapia, recupero della mobilità e della forza e altre terapie mirate alla specifica patologia. Anche quando viene diagnosticata una lesione della cuffia, infatti, la strategia deve essere personalizzata e non tutte le lesioni richiedono un intervento immediato.
Quando invece il danno strutturale è importante o i trattamenti conservativi non sono sufficienti, può essere presa in considerazione la chirurgia. L’artroscopia permette di intervenire su numerose patologie della spalla attraverso piccole incisioni e viene utilizzata, tra l’altro, per il trattamento di alcune lesioni della cuffia dei rotatori.
Nei casi in cui l’articolazione sia gravemente compromessa può invece entrare in gioco la protesi di spalla. La scelta dell’impianto dipende dalla condizione dell’articolazione e soprattutto dal funzionamento della cuffia dei rotatori.

