Quando si parla di tumori, il divario tra uomini e donne continua a essere netto. Gli uomini, infatti, hanno circa il 20% di probabilità in più di sviluppare un tumore nel corso della vita. E non è tutto: per 30 dei 36 tumori più comuni, l’incidenza maschile supera quella femminile, e i decessi legati al cancro tra gli uomini sono addirittura il 40% in più. Un quadro che racconta una vulnerabilità maggiore, spiegata da un mix di fattori biologici, comportamentali e culturali.
Da un lato, c’è la biologia: le donne dispongono di due cromosomi X, una sorta di “doppia protezione genetica”, perché molti geni responsabili della riparazione del DNA si trovano proprio lì. Inoltre, il sistema immunitario femminile è in genere più reattivo e più efficace nel riconoscere cellule anomale. Dall’altro lato, entrano in gioco stili di vita diversi: storicamente gli uomini sono stati più esposti a fumo, alcol, radiazioni solari, oltre ad adottare più spesso un’alimentazione meno equilibrata. E poi c’è un problema culturale che pesa almeno quanto la biologia: gli uomini tendono a sottovalutare i sintomi, a rimandare le visite e a partecipare meno agli screening. Il risultato? Diagnosi più tardive e quindi prognosi peggiori.
I tumori che colpiscono di più gli uomini
Tumore alla prostata
Con oltre 40 mila nuove diagnosi nel 2024, il tumore alla prostata è di gran lunga il più frequente tra gli uomini italiani. La buona notizia è che, nella maggior parte dei casi, ha un’evoluzione lenta e può essere intercettato molto presto: la sopravvivenza a 5 anni supera il 90%.
I segnali a cui prestare attenzione sono principalmente urinari: difficoltà a svuotare la vescica, bisogno più frequente di andare in bagno, getto debole. In alcuni casi compaiono dolore o tracce di sangue nelle urine o nello sperma.
Il percorso diagnostico segue una scaletta abbastanza chiara: visita urologica, eventuale esplorazione rettale, esame del PSA tramite un semplice prelievo del sangue, ecografia o risonanza magnetica multiparametrica. Solo se questi esami sollevano un dubbio concreto si arriva alla biopsia, l’unico strumento in grado di confermare la presenza del tumore.
Tumore ai testicoli
È un tumore raro, ma è quello che interessa più spesso i giovani: colpisce soprattutto tra i 15 e i 34 anni. Nel 2024 in Italia si stimano circa 2.000 nuovi casi, con un tasso di sopravvivenza molto elevato, oltre il 93% a 5 anni. Qui la diagnosi precoce è davvero determinante.
Uno strumento semplice, gratuito e potentissimo è l’autopalpazione: individuare un nodulo duro, un gonfiore anomalo, un cambiamento nella forma del testicolo o un senso di pesantezza deve spingere subito a una visita urologica. A quel punto, l’ecografia scrotale e gli esami del sangue alla ricerca di marcatori specifici permettono di chiarire la situazione in tempi brevi.
Tumore del pene
Raro nei Paesi occidentali (colpisce circa 1 uomo su 100.000), è spesso associato a infezioni croniche da HPV. Può manifestarsi con ispessimenti cutanei, cambiamenti di colore, lesioni, sanguinamenti o secrezioni maleodoranti. Anche qui, la biopsia è l’esame che permette di arrivare alla diagnosi certa.
Tumore del colon-retto
È tra i tumori più diffusi in entrambi i sessi, ma è anche uno dei più prevenibili. Il Servizio sanitario nazionale offre gratuitamente il test del sangue occulto nelle feci ogni due anni per le persone tra i 50 e i 69 anni. Un esame semplice che salva vite.
Ascoltare il proprio corpo
Ci sono campanelli d’allarme che non vanno ignorati: difficoltà urinarie, problemi di erezione ed eiaculazione, sangue nelle feci, cambiamenti nei testicoli, tosse continua, perdita di peso inspiegabile, stanchezza persistente. Sono sintomi comuni a molte condizioni, anche non gravi, ma quando compaiono è sempre bene approfondire.
La diagnosi precoce rimane l’arma più efficace. Ed è qui che gli uomini devono fare un passo in avanti: smettere di rimandare, ascoltare il proprio corpo e affidarsi alla prevenzione. Perché spesso, davvero, la differenza si gioca tutta sul tempismo.

