Caro vita, quanto costa alla salute delle famiglie italiane?

Allarme caro vita: negli ultimi dieci anni vivere in Italia è diventato sensibilmente più costoso. Secondo i dati dell’Osservatorio “Cara Italia” di Facile.it e Consumerismo No Profit, tra il 2015 e il 2025 la spesa di una famiglia tipo per luce, gas e carburante è aumentata complessivamente del 36%. A crescere è stata soprattutto la bolletta del gas, passata da 1.064 a oltre 1.740 euro annui per una famiglia con consumi medi, mentre la luce è aumentata del 22%. Anche il pieno pesa di più: per un’auto a benzina utilizzata per 10 mila chilometri all’anno, la spesa è passata da 1.013 a 1.144 euro. E il problema non riguarda soltanto le utenze. Negli stessi dieci anni il prezzo del pane è salito del 43%, quello della pasta del 40%, l’olio extravergine del 65%, le zucchine del 47% e i pomodori del 50%.

Mangiare bene costa sempre di più?

Il dato è particolarmente interessante se osservato dal punto di vista della salute. Nel 2024 una famiglia italiana su tre dichiarava di aver limitato la spesa per il cibo, riducendone la quantità o la qualità. È una tendenza che merita attenzione perché la qualità dell’alimentazione è uno dei principali fattori modificabili nella prevenzione delle malattie croniche. La dieta mediterranea, riconosciuta da Ministero della Salute e ISS come modello alimentare sano e sostenibile, si basa infatti sulla presenza regolare di verdura, frutta, legumi, cereali, olio d’oliva e altre fonti di alimenti poco trasformati. Quando il budget familiare si restringe, però, proprio alcuni di questi prodotti possono diventare più difficili da acquistare con la stessa frequenza.

Il rischio è rinunciare anche alla prevenzione

Il problema economico può riguardare anche altri comportamenti legati alla salute. Nel 2024, secondo Istat, il 16,8% delle famiglie che sostenevano spese per visite mediche e accertamenti periodici dichiarava di averne limitato la spesa. Una percentuale nettamente inferiore a quella relativa al cibo, ma comunque significativa, soprattutto perché visite e controlli rappresentano uno degli strumenti attraverso cui individuare precocemente molte patologie. In un contesto nel quale le spese obbligate – casa, energia, trasporti, assicurazioni e sanità – assorbono una quota sempre più rilevante del bilancio familiare, il rischio è che prevenzione e cura vengano percepite come spese rinviabili.

Il conto non è soltanto economico

C’è infine un altro elemento da considerare: il reddito cresce, ma non necessariamente cresce anche il potere d’acquisto. Secondo l’analisi Facile.it-Consumerismo, tra il 2015 e il 2025 il reddito lordo medio è aumentato del 18%, ma una volta considerata l’inflazione il salario reale risulta diminuito di circa il 4%. Il risultato è un bilancio familiare più difficile da gestire e, per alcune persone, la necessità di decidere ogni mese su quali spese risparmiare. Il caro-vita diventa così anche una questione di salute pubblica: potersi permettere un’alimentazione equilibrata, mantenere uno stile di vita attivo e non rinunciare a controlli e cure quando servono sono condizioni che incidono concretamente sul benessere e sulla prevenzione.

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