Dalla biomeccanica del gesto atletico alla diagnostica, fino ai programmi di prevenzione e riabilitazione: presso Torre San Vincenzo, specialisti, tecnici e protagonisti della pallanuoto si sono confrontati sulla tutela della spalla degli atleti.
Il 2 ottobre, negli spazi di Torre San Vincenzo a Genova, si è svolto il convegno “Shoulder 4 Waterpolo – Project HydroShoulder Liguria”, appuntamento dedicato alla salute della spalla del pallanuotista. Una giornata che ha registrato una grande affluenza e che ha riunito medici, ricercatori e professionisti dello sport, mettendo a confronto competenze diverse attorno a un obiettivo comune: preservare nel tempo la funzionalità della spalla dell’atleta.
Nella pallanuoto, la spalla è un’articolazione sottoposta a continue sollecitazioni, tra gesti ripetuti, accelerazioni, contrasti e tiri. Capire come proteggerla, individuare precocemente eventuali alterazioni e accompagnare l’atleta verso un ritorno sicuro all’attività agonistica è stato il filo conduttore dell’incontro.
Il progetto di ricerca è stato finanziato da Villa Montallegro, con il sostegno di Generali Assicurazioni – Agenzia Genova Piazza Dante. Media Partner: Stelle nello sport.

Il racconto della giornata
Ad aprire l’incontro, moderato dal giornalista e fondatore di Stelle nello Sport Michele Corti, sono stati i saluti istituzionali del dott. Francesco Berti Riboli, amministratore delegato di Villa Montallegro, il dott. Carlo Tenderini, agente generale di Assicurazioni Generali di Genova Piazza Dante, il dott. Alessandro Martini, presidente del Comitato Regionale Ligure della Federazione Italiana Nuoto, e il dott. Giorgio Giorgi, presidente dell’Iren Sporting Club Quinto 1921.
«Vogliamo che questo spazio sia un luogo capace di ospitare iniziative di alto profilo, non solo scientifico ma anche culturale, alimentate dalla passione per uno sport come la pallanuoto, che rappresenta una delle discipline più nobili della tradizione sportiva italiana», ha sottolineato il dott. Berti Riboli.
L’ad di Villa Montallegro ha poi ricordato la nascita del progetto: «Qualche tempo fa il dott. Francesco Raffelini ci ha proposto la possibilità di studiare un’articolazione molto delicata, fortemente sollecitata nella pallanuoto ma anche in numerosi altri sport. Da lì abbiamo iniziato a costruire un percorso, con le prime riunioni e poi con un kick-off insieme ai nostri fisioterapisti. È così che è nato questo studio».
Un lavoro che, nelle intenzioni di Villa Montallegro, guarda anche oltre il singolo appuntamento. «Stiamo lavorando per costruire nuovi percorsi di diagnosi e riabilitazione, sia in assenza di chirurgia sia dopo un intervento. Questo incontro rappresenta il primo di una serie di appuntamenti che ci accompagneranno nei prossimi mesi».
Anche Michele Corti ha richiamato il valore della collaborazione tra sport, divulgazione e prevenzione. «Da 27 anni promuoviamo i valori dello sport e sosteniamo le realtà sportive liguri. Con Villa Montallegro è nata fin dall’inizio una sinergia che ha l’obiettivo di divulgare conoscenza e scienza e, attraverso queste, fare anche prevenzione. Eventi come questo sono fondamentali per sostenere il mondo dello sport. Nel caso della pallanuoto significa conoscere meglio le caratteristiche della disciplina, i possibili rischi e tutto ciò che è importante sapere in tema di prevenzione. Conoscere, sapere e divulgare sono aspetti fondamentali».

Sul valore della prevenzione si è soffermato anche Carlo Tenderini, spiegando le ragioni che hanno portato Generali Assicurazioni a sostenere il progetto. «Generali ha scelto di sostenere questa iniziativa perché il tema della prevenzione è per noi molto importante. Il nostro ruolo non riguarda soltanto la copertura assicurativa e la gestione di un eventuale danno, ma anche tutto ciò che può essere fatto prima. Da ex pallanuotista conosco bene quanto questa disciplina possa sollecitare la spalla e quanto determinate problematiche possano accompagnare una persona anche nel tempo. Poter studiare questi aspetti e, allo stesso tempo, individuare buone pratiche che aiutino a vivere meglio è pienamente coerente con il nostro modo di intendere la prevenzione».
I relatori
Il percorso scientifico è partito dal rapporto tra la pratica della pallanuoto e la salute della spalla. Il dott. Luca Spigno, medico di medicina generale e specialista in scienza dell’alimentazione, ha affrontato il tema con l’intervento “La pallanuoto e la spalla: uno studio che parte da lontano”.
A seguire, il dott. Marco Bonifazi, coordinatore tecnico-scientifico della Federazione Italiana Nuoto, ha analizzato le caratteristiche del movimento nel nuoto e nella pallanuoto e il delicato confine tra adattamento sportivo e sovraccarico.

Un tema centrale soprattutto in una disciplina nella quale la spalla deve garantire contemporaneamente mobilità, forza, velocità e stabilità, spesso in condizioni molto diverse rispetto agli sport praticati a terra. Lo studio non può limitarsi alla gestione del dolore quando questo compare. Il lavoro deve iniziare prima, attraverso una conoscenza sempre più precisa dell’atleta, della sua gestualità e delle modifiche che possono presentarsi nel corso di una stagione.
Lo studio sulla spalla dei pallanuotisti
Uno degli approfondimenti centrali del convegno è stato dedicato alla presentazione dello studio longitudinale biennale sulla spalla dei pallanuotisti.
L’ing. Matteo Mantovani, amministratore delegato di NCS Lab S.r.l., e il dott. Francesco Raffelini, chirurgo della spalla, hanno presentato il progetto dedicato alla valutazione degli atleti all’inizio e alla fine della stagione sportiva.

Nel corso dell’intervento sono stati affrontati anche gli effetti di un programma specifico con Shoulder Pacemaker, con particolare attenzione alla prevenzione e alla performance.
Lo studio ha inoltre allargato lo sguardo agli effetti della disciplina nel lungo periodo, prendendo in considerazione anche ex pallanuotisti. Un passaggio importante perché consente di non fermarsi alla fotografia dell’atleta in attività, ma di interrogarsi sulle conseguenze che anni di allenamenti e competizioni possono lasciare sulla spalla.
Dall’imaging al ritorno in acqua
La lettura del problema si è quindi spostata sul terreno della diagnostica con il radiologo dott. Marco Scettro, che ha approfondito le caratteristiche della spalla del pallanuotista dal punto di vista dell’imaging.
Il fisioterapista dott. Simone Ranfagni e il dott. Francesco Raffelini hanno successivamente presentato il caso di un pallanuotista agonista seguito attraverso un percorso con Shoulder Pacemaker, ricostruendo le diverse fasi dalla diagnosi al trattamento fino al ritorno all’attività sportiva.
Il caso ha permesso di seguire le diverse fasi del percorso, dalla diagnosi al trattamento fino al ritorno all’attività sportiva, portando all’interno del convegno un esempio applicato al contesto agonistico.
Un modello multidisciplinare per la prevenzione
È proprio la multidisciplinarietà ad aver rappresentato uno degli elementi caratterizzanti di Project HydroShoulder Liguria. Nella parte conclusiva della mattinata, il confronto dedicato a cinematica, imaging e prevenzione ha riunito specialisti e professionisti con punti di osservazione differenti: medici, ortopedici, radiologi, fisioterapisti, preparatori, tecnici e atleti.
Accanto a Marco Bonifazi, al dott. Francesco Raffelini, al dott. Simone Ranfagni e al dott. Marco Scettro, sono intervenuti anche il dott. L. Marugo, medico dello sport della Federazione Italiana Nuoto, Luca Bittarello, allenatore della prima squadra dell’Iren Sporting Club Quinto 1921, e Niccolò Figari, difensore della formazione genovese.
Il valore del confronto è stato proprio quello di mettere in comunicazione mondi che, nella gestione di un atleta, non possono procedere separatamente. Il dato scientifico deve infatti dialogare con le sensazioni dell’atleta, l’imaging con la valutazione clinica, il percorso fisioterapico con le esigenze dell’allenatore e la prevenzione con i carichi reali di allenamento e competizione.
Qui Salute Magazine ha seguito il convegno trasmettendo la diretta streaming all’interno del proprio portale, raccogliendo le diverse prospettive di una giornata nella quale ricerca e sport hanno condiviso lo stesso obiettivo: consentire all’atleta di continuare a competere, preservando il più possibile salute, funzionalità e qualità del gesto sportivo.

